Il Tirreno

Pontedera

All'asta per archiviare la crisi

Manolo Morandini
Una veduta della ex conceria F.lli Pinori
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Una veduta della ex conceria F.lli Pinori

Il tribunale di Pisa mette in vendita tre complessi industriali

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 SAN MINIATO. Si chiude in tribunale a Pisa la vicenda della Conceria Fratelli Pinori Srl di Ponte a Egola. Il 15 aprile alle 9 è fissata la vendita con aggiudicazione a pubblico incanto dei fabbricati un tempo dedicati alla produzione di cuoio al vegetale e di suole tranciate.  Un complesso immobiliare di 2.680 metri quadrati per un controvalore di 860mila euro. È questa la base del prezzo di vendita in blocco di strutture e attrezzature. È il sito internet www.astegiudiziarie.it a riportare in auge la storia di un'azienda che agli inizi del duemila si era distinta per l'impegno sul fronte della qualità. La F.lli Pinori poteva vantare il primato di prima conceria nel comprensorio, e tra le prime in Italia, ad aver ottenuto la certificazione Uni En Iso 9001/2000, con particolare attenzione alla gestione delle problematiche legate alla soddisfazione del cliente e del miglioramento continuo.  Un impegno che non è bastato a mettere l'azienda al riparo dalla crisi di mercato. È del 2003, infatti, la pratica di concordato preventivo per accedere alla liquidazione giudiziale. A pesare sono soprattutto i debiti verso le banche per oltre 5 milioni di euro e verso i fornitori per 2,7 milioni. Nell'ultimo bilancio depositato alla Camera di commercio, relativo al 2009, si registra una perdita d'esercizio di 56.244 euro.  L'immobile, in via Turati è composto da un laboratorio conciario sviluppato su tre piani, per un totale di 2.680 metri quadrati, al cui interno si trovano gli impianti per consentire l'attività al "vegetale". Inoltre, 130 metri quadrati al primo piano di un fabbricato annesso al complesso principale.  Una storia di crisi che fa il paio con quelle di altre imprese del settore conciario. È sufficiente spostarsi di una manciata di chilometri per trovare altre ferite aperte. A Santa Croce in via del Bottale sono due i complessi industriali in cerca di un acquirente. Per il primo, un edificio di 900 metri quadrati, il tribunale ha fissato un prezzo base di 545mila euro. L'incanto, al secondo tentativo, fissato per il 22 marzo scorso è andato deserto. Perciò dovrà essere bandita una nuova asta. A complicare la vendita è l'indisponibilità dei locali che risultano in affitto fino al 9 gennaio 2013. Allo stesso indirizzo, in via del Bottale 2 a Santa Croce, un fabbricato di 1.095 metri quadrati a fronte di un prezzo base di 451.500 euro andrà all'incanto venerdì 8 aprile. È il quarto tentativo di vendita a fronte di locali dati in affitto, con scadenza al 30 marzo 2015.  A Castelfrandco di Sotto, a corte I Nardi in via delle Fontine, il 3 maggio andrà all'incanto un piccolo laboratorio di 24 metri quadrati e il contiguo magazzino di 11 metri quadrati per un prezzo base d'asta di 10mila euro, tenuto conto dello stato di abbandono in cui versano le strutture.

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