Attenzione
Quella giovane vittima dimenticata
Gianni Rosini
Cigoli: la piazza di fronte alla scuola si chiamerà "Maria Rosa Valori"
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SAN MINIATO. La piazza di fronte alla scuola elementare "Cardi" di Cigoli avrà finalmente un nome, quello di Maria Rosa Valori, una giovane del paese che nel 1946, all'età di tredici anni, rimase vittima di un attentato. La targa commemorativa recherà la dicitura "Maria Rosa Valori, 1933-1946. Vittima di attentato terroristico". La consulta territoriale di Cigoli-La Catena-Molino d'Egola, coordinata da Enzo Cintelli, e il comitato "Giuseppe Gori", presieduto da Lia Bertini, da quasi un anno lavorano con l'amministrazione comunale per rendere omaggio alla giovane. Durante la consulta di venerdì sera è stata data la notizia che l'amministrazione ha accettato le proposte avanzate dalla cittadinanza. La data indicata per l'inaugurazione è quella del 27 maggio e non il 24 luglio, giorno della ricorrenza dell'attentato, per coinvolgere anche i bambini della scuola antistante, come spiega Lia Bertini: «L'idea è quella di rendere partecipi i bambini delle elementari durante quella che potrebbe diventare anche la loro festa di fine anno scolastico. Le maestre cercheranno di coinvolgere gli alunni in un lavoro di gruppo su questa storia che verrà presentato proprio in occasione dell'inaugurazione. Stavamo pensando di concludere la giornata con una cena al circolo di Cigoli, ma per ora è solo un'ipotesi». Per l'occasione verranno stampati e distribuiti anche dei depliant che raccontano in maniera dettagliata quello che accadde il 24 luglio 1946, grazie alle ricerche di Enzo Cintelli e ai racconti dei pochi testimoni ancora in vita. «Riteniamo che sia importante - spiega Cintelli - riportare alla luce questo tragico avvenimento che ormai sembra scomparire dalla memoria collettiva. Quelli del dopoguerra erano anni difficili, si era ancora in piena ricostruzione e le tensioni tra monarchici e repubblicani erano ancora molto accese dopo il referendum "repubblica o monarchia" del giugno '46. Ricordare può servire a non compiere gli stessi errori». I documenti dell'epoca parlano di un attentato-bomba la sera del 24 luglio 1946, quando un individuo che non è mai stato identificato lanciò una granata dal piazzale della chiesa di Cigoli nella via sottostante (probabilmente l'attuale piazza Ludovico Cardi). Nello scoppio rimase uccisa Maria Teresa Valori e altre 7 persone furono ferite. Inizialmente vennero accusati dell'attentato tre uomini appartenenti al Partito Comunista locale, in base alla testimonianza di Ida Bianucci, ma successivamente le accuse caddero perché i tre fornirono alibi di ferro e l'omicidio rimase impunito. È opinione comune, anche del sindaco del tempo, Aurelio Giglioli, che gli organizzatori dell'attentato appartenessero, invece, alla frangia monarchico-fascista e che l'obiettivo da colpire fosse la riunione del Partito Comunista che si teneva lì vicino, come spiega Cintelli: «Cigoli nella zona era una roccaforte comunista. Tra le fila monarchiche c'era ancora molta frustrazione per la vittoria repubblicana al referendum di giugno e questo poteva essere un atto dimostrativo per far capire che i fascisti erano tutt'altro che sconfitti e che potevano colpire anche nel cuore "rosso" del comprensorio».
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