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Trecento iscritti e un piazzale in abbandono

Trecento iscritti e un piazzale in abbandono

Palestra del Chiarugi, la denuncia della consigliera Pd: il Comune intervenga

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 VOLTERRA. Buche come crateri, pozzanghere che diventano acquitrini, quasi un pantano dopo ogni pioggia, è la descrizione del parcheggio della palestra del chiarugi, la più frequentata a Volterra. «La palestra è una delle poche attività che funziona, forse l'attività sportiva più grande», è Francesca Moretti a parlare.  La consigliere comunale in forza Pd è anche una sportiva. Più di 300 le persone che usufruiscono solitamente del servizio.  A gestire la struttura, oltre alle 2 giovani proprietarie, ci sono in tutto 6 dipendenti. Dai primi passi del 2000, quando l'attività ebbe inizio, di strada ne è stata fatta, salvando almeno per ora quella parte dell'ex manicomio. «Quello che voglio esprimere, non tanto come consigliere comunale, ma più che altro come iscritta alla palestra, è un malumore generalizzato tra tutti i frequentatori della palestra, verso lo stato d'abbandono in cui si trova il piazzale antistante l'ingresso». E ancora: «Quello che ci troviamo difronte, quando arriviamo alla palestra, solo eufemisticamente può essere definito un parcheggio» dato che, continua Moretti è «un piazzale fatiscente, pieno di buche e pozzanghere». La descrizione va anche oltre, dato che a causa delle frequenti piogge, nei mesi scorsi «ci trovavamo in un pantano, con il rischio anche di danneggiare le auto».  Punta il dito verso l'amministrazione comunale, dato che «dovrebbe il Comune provvedere ai lavori di sistemazione del piazzale, soprattutto per il fatto che quando due ragazze si danno da fare, andrebbero aiutate».  In tutta questa storia «c'è anche dell'assurdo - continua la consigliera sportiva - considerato che nel piano triennale delle opere è inserita la costruzione di una nuova piscina comunale all'aperto, non so questo quanto possa corrispondere alle reali necessità della città».  Quello che non condivide, in conclusione Moretti è il fatto che, «invece di aiutare le attività esistenti, che oltre il singolo posto di lavoro offrono anche un servizio, si spende per qualcosa che a Volterra, considerando il clima, sarebbe usato al massimo due mesi all'anno». R.R.

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