Il Tirreno

Pontedera

Una lettera lasciata in tutte le abitazioni in cui la corrispondenza è raccolta dentro l’atrio

Il postino non suonerà più

Paola Silvi
La lettera che è stata lasciata dai postini pontederesi all’interno dei condomini
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La lettera che è stata lasciata dai postini pontederesi all’interno dei condomini

Avvisi choc di Poste Italiane: mettete le cassette fuori

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 PONTEDERA. Il postino un tempo suonava sempre due volte. Ora non ha più intenzione di suonare, neppure una volta. Se non riesce ad entrare nel condominio, se non può raggiungere le cassette della posta nell'atrio del palazzo o non può "senza difficoltà" lasciare buste e riviste ai destinatari, riporterà tutto in deposito, all'Ufficio Postale di distribuzione.  Con una strana inversione delle parti per cui sarà l'utente ad andare a ritirarla. Da lì, dopo vari giorni di giacenza, tutta la posta non richiesta tornerà al mittente. Le lettere che annunciano il nuovo corso di Poste Italiane sono arrivate nelle ultime settimane a un bel po' di condomini pontederesi. Scritto nero su bianco, c'è l'invito ai residenti di dotarsi di una cassetta delle lettere «al limite della proprietà, sulla pubblica via o comunque in luogo liberamente accessibile». Una rivoluzione che trova fondamento giuridico «con l'entrata in vigore delle Condizioni generali per l'espletamento dei Servizi Postali». E che specifica che «per garantire il regolare svolgimento del recapito degli invii l'utente deve installare idonee cassette domiciliari». Cassette e apertura con «forma e dimensioni tali da poter contenere il flusso di corrispondenza diretto al destinatario» e nomi dei destinatari chiari e leggibili. Chi non è a norma deve provvedere «a regolarizzare in tempi brevi la situazione», pena il ritorno della corrispondenza negli uffici. Le comunicazioni recapitate in questi giorni ai cittadini stanno scatenando dibattiti, riflessioni e qualche protesta. Da parte di chi ha capito che deve metter mano al portafoglio per l'acquisto e il montaggio di nuove scatole metalliche e, se vive in un condominio, trovarsi d'accordo con gli altri coinquilini nella scelta dei nuovi arredamenti. Ma i problemi evidenziati dagli amministratori condominiali, portavoce dei bisogni dei pontederesi, non finiscono qui. Ci sono i dubbi pratici sull'ubicazione perché in molti edifici non c'è uno spazio esterno da dedicare alle cassette. Ci sono le preoccupazioni per le stato della corrispondenze esposta alle intemperie, agli agenti atmosferici e alla curiosità dei passanti. E poi ci sono le perplessità estetiche. Le cassette postali dovranno essere uguali per gli edifici vicini oppure ognuno può scegliere secondo il proprio gusto? L'azienda intanto replica che l'iniziativa va «nell'ottica di garantire il servizio a tutti, anche nei casi di assenza dei destinatari». Dall'ufficio pontederese spiegano «che si tratta di un'agevolazione. Spesso i postini - dicono - suonano ma nessuno apre. La direttiva poi ha lo scopo di incentivare la sicurezza e l'incolumità dei cittadini che non saranno più obbligati ad aprire agli sconosciuti».

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