Il dolore
Il Comune aumenta l'Irpef e vende immobili
Guido Bini
Il rincaro dell'addizionale porterà solo 80mila euro. «Nessun taglio al sociale»
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VICOPISANO. I tagli si abbatteranno su lavori pubblici e promozione del turismo, ma non intaccheranno il sociale. Per dare liquidità alla spesa corrente il consiglio comunale ha varato l'aumento dell', dallo 0,2 allo 0,3%, e per il futuro ha messo in conto l'alienazione di edifici, quali gli ex macelli di via Morandini, l'ex cinema di San Giovanni, gli ex bagni pubblici e la palazzina della polizia municipale. «Fra vincoli imposti dal patto di stabilità e tagli dovuti al milleproroghe - ha argomentato in aula il sindaco Juri Taglioli - gli investimenti del bilancio 2011 non andranno oltre i 500mila euro complessivi, nonostante il Comune abbia disponibilità per 1,6 milioni». «Significa che ha fine anno - ha commentato stizzito il primo cittadino -, considerando anche i 2 milioni che questa amministrazione ha da parte, in Banca d'Italia ci saranno 3,5 milioni di euro di noi tutti, che noi non possiamo spendere ma che frutteranno al governo centrale». L'indignazione del primo cittadino è stata stemperata in aula dall'assessore al bilancio Matteo Ferrucci. Da parte sua il neo assessore, alla prima esperienza col bilancio comunale, ha voluto ringraziare gli uffici tecnici e la giunta precedente il lavoro svolto per la situazione ereditata. «Nonostante le difficoltà - ha quindi spiegato Ferrucci - siamo riusciti anche quest'anno a non ridurre i contributi al sociale, per la mensa e per il trasporto scolastico. Siamo stati costretti a ritoccare l'Irpef, è vero, ma va detto che da tempo era bloccata allo 0,2%, una delle aliquote più basse di tutta la provincia. Il passaggio allo 0,3% porterà al Comune circa 80mila euro in più, e per una famiglia media l'aggravio sarà intorno a dieci euro annui». A criticare maggiormente la maggioranza è stata Marrica Giobbi (Per i cittadini), che ha puntato il dito contro gli indennizzi percepiti dal sindaco e dalla giunta e sulle spese della società della salute. «Ai cittadini - ha detto Giobbi, indicando la giunta - costate 115mila euro all'anno, mentre la Società della Salute costa a Vicopisano qualcosa come 282mila euro l'anno, e ogni anno qualcosa di più, che magari servono per finanziare progetti fuori dal Comune, anche a favore del campo Rom di Coltano». Da qui la richiesta di Per i Cittadini di rivedere i rapporti con la Società della Salute e l'invito alla giunta di rinunciare agli indennizzi. Dura la replica del sindaco e degli assessori. Ferrucci ha precisato che «la Società della Salute costa in realtà a Vicopisano 264mila euro, ma beneficia di un ritorno in servizi per 582mila euro». L'assessore Bacci si è detto «allibito», Taccola ha ricordato che «mai gli assessori hanno chiesto un rimborso spese, spesso rimettendoci di tasca propria», e il sindaco ha ribadito che «gli indennizzi sono previsti dalla legge», invitando infine la consigliera Giobbi «a criticare almeno una volta il governo centrale, se davvero reputa di stare dalla parte dei cittadini».
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