Sicurezza
Po sulle opere pubbliche
«Fino a dicembre solo 50mila euro da spendere»
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Luigi Cocucci 2 MINUTI DI LETTURA
VOLTERRA. Il piano triennale delle opere pubbliche analizzato, numeri alla mano, da Progetto Originario. «Non importa quanti soldi tu abbia, cioè gli impegni che sottoscrivi, è importante solo quanto puoi spendere realmente. Nel nostro caso possiamo "impegnare" 15milioni di euro (sulla carta) ma per gli investimenti abbiamo un limite di spesa reale, fissato per legge, di 650mila euro. Nei primi tre mesi sono stati già spesi circa 600mila euro lasciando una disponibilità, da oggi fino alla fine dell'anno, di soli 50mila euro. Il Piano Triennale delle Opere Pubbliche presenta lavori per oltre 10 milioni di euro di fatto irrealizzabili», puntuale e critico è il consigliere Luigi Cocucci. E spiega: «Il Comune ha la possibilità di "impegnare" ingenti somme su innumerevoli opere pubbliche. L'impegno di spesa, però, resta un numero su un foglio di carta, una dichiarazione di intenti irrealizzabile. Il meccanismo che blocca tutto è il famoso "Patto di stabilità", un noioso e complicato marchingegno contabile inventato dallo Stato centrale che indica la reale capacità di spesa di un Ente». Parla delle priorità elencate in consiglio comunale dall'assessore Paolo Moschi: «L'amministrazione deve eseguire entro l'anno lavori improrogabili come il tetto di Palazzo Pretorio, la sistemazione dell'isola ecologica, il consolidamento della frana di Doccia ed altri, che non potranno essere pagati fino a gennaio 2012 se non sforando il "Patto" con conseguenze drammatiche per l'ente». Una riflessione su chi dovrebbe eseguire lavori, là dove non ci sono soldi. «Far eseguire i lavori alle ditte sapendo in partenza di non poterle pagare, risulterebbe un atto scriteriato: se il Comune non fa fronte agli impegni le ditte vanno in sofferenza e il tutto ricaderebbe sui lavoratori». E ancora: «In consiglio comunale abbiamo chiamato il Piano delle opere pubbliche un "libro dei sogni" - conclude - L'assessore Moschi ha risposto che si tratta di un "libro di speranza", raccontando che se non vengono inserite tutte le opere rischiamo di perdere anche possibili finanziamenti. Probabilmente l'assessore non sa che per ricevere qualsiasi tipo di finanziamento dovrebbe disporre di progetti esecutivi mentre questa amministrazione ha predisposto nel migliore dei casi solo studi di fattibilità, che non danno accesso a nessun tipo di finanziamento. Questo dopo due anni di reggenza del settore delle opere pubbliche da parte dello stesso assessore Moschi, che ha dissipato circa 120mila euro in consulenze e incarichi professionali improduttivi».
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