Il Tirreno

Pontedera

L'orto aiuta a sentirsi giovani

Paola Silvi
Alcuni anziani in un orto
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Alcuni anziani in un orto

Pensionati e bambini tra pomodori e patate nel Parco del Sole a Zambra

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 CASCINA. Fianco a fianco, pensionati e bambini. In mezzo a pomodori, zucchine e patate. Una piccola comunità di agricoltori metropolitani che cresce a Zambra, in via Cammeo, all'interno del Parco del Sole, sulla sinistra del ponte sull'Arno. Un'isola verde, gestita dall'associazione di volontariato Gira Il Sole, dove le persone si incontrano e si conoscono. Tra piantine appena nate e appezzamenti ben curati. Condividendo un fazzoletto di terra di 11mila metri quadrati, e la stessa passione per l'orto. Sono un esercito di coltivatori per hobby che mese dopo mese diventano sempre più esperti. Che combattono gli acciacchi dell'età, la solitudine e soprattutto l'emergenza sociale sul campo. Il campo vero, quello fatto di terra, da lavorare con la vanga. Dove i prodotti coltivati integrano l'aiuto alimentare, il cosiddetto pacco che l'associazione consegna a casa di chi ne ha bisogno. «Piano piano, grazie al passaparola - spiega il presidente Marco Mariano - abbiamo creato una rete di relazioni che lotta contro il bisogno e le povertà. Nel parco dedichiamo una parte alla coltivazione collettiva, a vantaggio di tutti, da cui traiamo la frutta e la verdura da distribuire, insieme ad altri alimenti, a chi è in difficoltà. Un'altra parte invece è suddivisa in aree più modeste che affidiamo ai singoli». Una passione condivisa aldilà dell'età, della cultura e delle origini. «Chi ha un pezzetto di terra - continua Mariano - porta i risultati del suo lavoro a casa e riscopre il buon cibo e l'attenzione alla salute. Ma i nostri coltivatori si scambiano anche i prodotti». E così un ragazzo senegalese coltiva peperoncino e lo regala al signore ottantenne, vicino di orto, al posto di cetrioli e magari insalata. E così arriva una famiglia che chiede prezzemolo e basilico e i volontari corrono a comprarli e poi li piantano. Un baratto insomma all'insegna dell'amore per il sapore, per la compagnia e per i prodotti raccolti e rigorosamente bio. Ma l'orto non è solo un'alternativa su piccola scala alla grande agricoltura. «E' del tutto assente - continua il presidente - la ricerca del profitto e dell'ottimizzazione della produzione. Di fatto, la nostra associazione offre uno spazio agli anziani ma organizza anche feste per la comunità ed elabora progetti dedicati ai bambini. Si preoccupa di non far perdere il contatto con la natura che si traduce come un tentativo di riequilibrare i ritmi frenetici imposti dalla società moderna». Immersi nel verde ci sono gli animali. Oche, caprette, pesci che possono essere accarezzate ed osservate dai piccoli che fanno visita alla fattoria didattica. Ci sono i giochi per i bambini e le attività organizzate per gli anziani, magari per quelli che arrivano dalle residenze sanitarie assistite. «Ci abbiamo messo un anno - conclude Mariano - per ripulire il terreno, proprietà privata rimasta inutilizzata da tempo ma oggi siamo felici dei risultati».

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