Lutto
«Rischi per le nostre aziende biologiche»
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Un momento dellultimo incontro sul dissociatore Il Coordinamento dei produttori contro il dissociatore dei rifiuti
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PONTEDERA. Le aziende biologiche sono molto preoccupate per il progetto di dissociatore molecolare della Ecofor a Gello, in un territorio che non solo è naturalmente vocato alla produzione agricola di qualità, ma che vede già presenti molte aziende che hanno fatto della certificazione del prodotto la propria immagine. «La realizzazione dell'impianto - afferma Marco Bignardi del Coordinamento Toscano Produttori Biologici - rischia di veder mettere in dubbio la certificazione alle aziende che si trovano nei territori limitrofi alla struttura. Dal punto di vista formale, la certificazione bio dei prodotti è infatti a discrezione del comitato di valutazione dei diversi enti di certificazione, che valuterebbero l'impatto dell'impianto su ogni azienda certificata del territorio. Dal punto di vista del giudizio dei consumatori ci sarebbe comunque un calo di interesse per i prodotti delle aziende del territorio di riferimento. Questo sia per la produzione vegetale che per quella zootecnica, legata comunque alla qualità dei pascoli che potrebbero trovarsi contaminati. Come persone, che hanno deciso di seguire e perseguire un certo stile di vita contribuendo con il nostro lavoro alla salvaguardia del territorio e alla salute nostra, dei nostri dipendenti e dei nostri consumatori, ci siamo assunti in prima persona la responsabilità di coltivare in maniera sana e giusta i nostri prodotti con lo scopo, tra l'altro, di non inquinare né le falde acquifere né l'aria. Per questo siamo molto vicini ai numerosi cittadini riuniti in comitati, che si preoccupano dei danni alla salute che l'attività dell'impianto provocherebbe; ma siamo molto preoccupati anche per il danno economico che detto impianto può causare alle aziende e all'immagine di tutto il territorio della Valdera». Il Coordinamento Toscano Produttori Biologici chiede quindi che si tenga conto delle realtà imprenditoriali che hanno fatto della qualità del territorio il loro volano di sviluppo e che si valutino soluzioni alternative all'incenerimento. «Occorre decidere con chiarezza - concludono - se investire il territorio sulla spazzatura o sulle imprese che fanno qualità. Le due cose non sono facilmente compatibili. Bisogna gestire con coscienza questa scelta e avere il coraggio di comunicare queste scelte agli elettori».
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