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«Qui per difendere il futuro»

Rachele Di Saverio
«Qui per difendere il futuro»

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 CASTELFRANCO. «È una vergogna che per il profitto di un privato si debba compromettere la salute dei cittadini e danneggiare ulteriormente un territorio già saturo di strutture inquinanti». È questa la ragione principale che molti, moltissimi comuni cittadini hanno dato per giustificare la decisione di scendere in piazza e dire "no" alla costruzione dell'inceneritore della Waste Recycling.  «Ci sono metodi alternativi meno invasivi per lo smaltimento dei rifiuti industriali - commenta l'imprenditore Paolo Montanelli -, non si capisce perché bisogna andare incontro a delle incognite sulla salute di tutti per fare da cavie a un impianto sperimentale».  Dello stesso avviso Silvia Giordano, che ha preso parte al corteo di protesta con la sua bambina di dieci anni: «Non voglio correre rischi inutili per un inceneritore di un privato - spiega Silvia -, ed è giusto che anche i nostri figli manifestino per difendere il proprio futuro». Alle parole di Silvia fanno eco quelle di Chiara Castaldi, impiegata di Santa Maria a Monte: «Non conosciamo i danni alla salute delle emissioni nocive di questo impianto - afferma Chiara -, mi preoccupo delle ripercussioni che fra qualche anno potremmo scoprire sulla nostra pelle e su quella dei nostri figli».  Seri dubbi anche sulla necessità dell'impianto nel comprensorio: «Brucerà prevalentemente rifiuti di altre zone - osserva il pensionato Angiolino Martinelli -, quindi a chi serve se non a chi ne trarrà dei profitti?».  Sul percorso partecipativo come strumento di democrazia Claudia Micheli, giovane impiegata castelfranchese, attacca: «Se gli amministratori fossero stati sicuri che questo impianto non è nocivo per i cittadini non avrebbero avuto bisogno di attivare tale percorso, ma poiché non sono in grado di decidere con le loro coscienze hanno trovato un modo per costruire falsi consensi». Dubbi anche sul versante della trasparenza: «La partecipazione tanto declamata di fatto è impedita - commenta lo studente Bernardo Panchetti -, in quanto documenti importanti come ad esempio il contratto di locazione tra Nse Industry e Waste sono consultabili in minima parte».  Non sono mancate le critiche all'atteggiamento delle amministrazioni comunali interessate dal progetto: «I sindaci e gli assessori dovevano opporsi da subito al pirogassificatore - afferma la casalinga Serena Casini -, invece restano chiusi nei loro palazzi con la scusa di un percorso partecipativo che non ha chiesto nessuno. Spero che questo corteo serva a fargli aprire gli occhi sul vero volere della popolazione».

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