Sicurezza
«Diciamo basta a nuove fonti inquinanti»
Nilo Di Modica
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Lintervento di Aurora Rossi Taglialagamba del Comitato Antinquinamento 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. Tanti, quanti non se ne vedevano da anni ad un evento del genere. La manifestazione contro il pirogassificatore indetta dal Comitato Permanente Antinquinamento si è snodata lungo le strade principali del comune, forte di una buona partecipazione dei castelfranchesi e dell'adesione di molte realtà politiche e associative della zona del Cuoio. Dalla destra alla sinistra, dal Popolo della Libertà all'Udc dei vari Comuni fino a Rifondazione, Pdci e Sel, senza dimenticare le numerose associazioni come Legambiente, Unione Inquilini ed i comitati per l'acqua pubblica. Oltre 1.500 persone che intorno alle tre e mezzo, dopo aver sfilato di fronte al palazzo comunale in pieno centro storico, si sono riversate in piazza XX Settembre. «Spero davvero che quella di oggi, con questa grande partecipazione, rappresenti per tutti la risposta definitiva su questa faccenda - ha dichiarato dal palco Aurora Rossi Taglialagamba, presidente del Comitato Permanente Antinquinamento - noi l'inceneritore non lo vogliamo. In una zona come questa che già ospita due grandi discariche, tre depuratori e un essiccatore di fanghi industriali, una nuova fonte di inquinamento non potrà che minare ulteriormente la nostra salute e quella dei nostri figli e nipoti. È venuto il momento di dire basta». Molte le critiche a tutto il percorso legislativo per la costruzione dell'impianto, a cominciare dalla mancata Valutazione d'Impatto Ambientale. «Si nascondono dietro la scusa della ridotta misura dell'impianto - ha dichiarato Taglialagamba - ma la realtà è che si tratta di una struttura modulare e componibile, che una volta aggirati tutti i controlli potrà crescere a dismisura». «Sabotatori, untori della paura e chi ne ha più ne metta, ci hanno accusato di tutto - ha denunciato Luca Scarselli, dell'Unione Inquilini - vorrei proprio sapere cosa ne pensano gli amministratori castelfranchesi delle valutazioni dell'azienda Usl di Empoli, questa "associazione ecoterrorista" che è stata la prima, nella sua valutazione, a parlare di un pericolo diossina per quell'impianto, a denunciare la composizione non chiara dei gas che ne usciranno e notare la mancanza di un reale piano d'emergenza, malgrado l'impianto si trovi a ridosso dell'Usciana». Sono inoltre intervenuti Salvatore Bonavoglia e Rossano Ercolini, rispettivamente del Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera e della Rete Rifiuti Zero. E inevitabilmente la critica ha investito anche il processo partecipativo, già preso di mira nei giorni scorsi da alcuni manifesti anonimi attaccati in giro per il comune annunciandone la morte prematura. «La partecipazione è qui, adesso - ha dichiarato Taglialagamba - e avrebbero potuto farne parte anche i sindaci dei comuni interessati che invece, malgrado i nostri, inviti hanno preferito starsene a casa».
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