Proteste
«Ci serve l'acqua»
Appello di una famiglia di Ponsacco a cui viene negato l'allaccio alla rete
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PONSACCO. Ancora niente acqua per la famiglia di Ponsacco che un paio di settimane fa lamentò il forte disagio di dover vivere in un garage adattato a bilocale. Accusato di lavori abusivi, Pier Paolo Meloni che di mestiere fa il muratore e vive con la moglie ucraina e un figlio di 4 anni, si è visto rifiutare l'allaccio idrico proprio per l'abuso contestato. «Non ho commesso niente del genere - afferma l'uomo - e posso provarlo. A metà degli anni Ottanta un uomo che abitava al piano di sopra mi chiese se potevo mettere una longherina sotto le travi del garare, perché la struttura non era più sicura. I lavori vennero effettuati da me e da un mio amico che abita a Firenze. Facemmo l'operazione constatando che il muro che attualmente separa la zona notte da quella giorno e il bagnetto c'erano già. L'abuso edilizio che mi viene contestato riguarda proprio questo, ma io ho semplicemente sistemato il tutto, senza costruire ex novo niente di niente. Questo mio amico può testimoniare tranquillamente. Mi ha già dato la sua disponibilità». Meloni vorrebbe ricevere regolarmente l'acqua, visto che i lavori per l'allaccio erano cominciati, ma poi vennero interrotti per un problema burocratico. «Non voglio vivere qui per sempre - riprende il muratore - ma solamente fino a quando non troverò un lavoro e una sistemazione migliore. Intanto, però, ho un bambino piccolo da accudire e senza acqua è un vero problema. Mi aiutano i vicini, ma non possiamo andare avanti così». La sua speranza è quella che, una volta provata l'inesistenza dell'abuso edilizio, la vicenda possa chiudersi positivamente e a breve. A.Q.
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