Il dolore
Accordo per "fermare" i cervelli
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Due momenti della visita di Innocenzo Cipolletta Intesa tra Polo Sant'Anna e Università di Trento
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PONTEDERA. Tra giovani di solito ci si capisce. Se poi l'intesa è fra due soggetti dinamici e innovativi come la Scuola Sant'Anna e l'Università di Trento non può che scaturire una collaborazione stretta per dar modo ai migliori cervelli italiani e stranieri di dare lustro e miglioramenti al tanto decantato mondo della ricerca. È in quest'ottica che Innocenzo Cipolletta, oggi presidente dello stesso ateneo del nord Italia, ha fatto visita ai lavoratori del Polo Sant'Anna Valdera, accompagnato ovviamente dal direttore Paolo Dario. Le due realtà hanno già rapporti da tempo, sfociati in un corso di laurea magistrale in innovation management e due iniziative sul versante dell'ingegneria: il graduate programme in computer network engineering (per conseguire la laurea magistrale in informatica all'Università di Trento e il diploma di formazione alla ricerca in ingegneria informatica alla Sant'Anna di Pisa) e il graduate programme in scienze e tecnologie dell'informazione (per giungere alla laurea magistrale in ingegneria delle telecomunicazioni a Trento e al diploma di formazione alla ricerca in computer network engineering alla Scuola superiore di Pisa). «Abbiamo fatto bene a stringere questa collaborazione con la Scuola Sant'Anna - ha detto Cipolletta, economista, già presidente delle Ferrovie dello Stato - perché qui ci sono laboratori importanti e tanti giovani davvero in gamba. Questa nostra partnership è una risposta al problema dela fuga di cervelli, ma direi che è più importante sotto l'aspetto dell'attrazione dei giovani stranieri in Italia. Da noi ce ne sono molti e non mi preoccupa che i nostri ragazzi vadano a studiare all'estero. Anzi, la ricerca è movimento e solo così può progredire». Secondo Dario, invece, «Trento è un'università giovane, ma che ha saputo crescere notevolmente in poco tempo, riuscendo anche ad attrarre docenti di primo livello nel mondo del sapere italiano. Cosa assolutamente non semplice e comune nel nostro Paese. La collaborazione che abbiamo instaurato con Trento è per noi un valore aggiunto e speriamo possa diventarlo anche per le aziende del territorio». A.Q.
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