La manifestazione
Piaggio, benvenuto P120
dal nostro inviato
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Colaninno durante la presentazione; il Porter con il nuovo motore a Montecarlo; alcune lavorazioni alla Piaggio Presentato il nuovo motore per i Porter progettato a Pontedera
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Manolo Morandini MONTECARLO. La sigla è scarna: P120. È il nome del bicilindrico turbodiesel da 1200 cc capostipite di una nuova famiglia di motori diesel Piaggio, progettato e sviluppato a Pontedera e prodotto nello stabilimento di Baramati, in India. La "P" sta per Piaggio mentre 120 è un omaggio alla storia dell'azienda, è la cilindrata in decimentri cubi come si usava per i motori d'aereo fabbricati a Pontedera. Il propulsore, che equipaggia la nuova gamma dei Porter per i mercati occidentali mentre in India sarà a bordo del più spartano Apé Truck, segna «la svolta tecnologica e produttiva del Gruppo», dice il presidente e Ad di Piaggio Roberto Colaninno. La vetrina per il lancio è glamour. Il Grimaldi Forum di Montecarlo, vetro e acciaio con affaccio sul mare. Ma vista dalla casa madre di Pontedera è la strategia del Gruppo che si delinea. Ma i confini in un Gruppo internazionale sono sempre più sfumati. «Pontedera non è l'ombelico del mondo», dice Colaninno. Anche i fili della ricerca e dello sviluppo dei prodotti dall'Italia si legano agli stabilimenti esteri. Connessioni indispensabili con l'India e il Vietnam. L'approccio è improntato alla "logistica industriale". Ovvero una strategia che permette di tradurre in prodotti e soluzioni le esigenze dei diversi mercati. «È una sensibilità che non avremmo se facessimo gli esportatori», sottolinea Colaninno. Ricerca e sviluppo che si declinano in una divisione Innovazione dedicata alla ricerca pura che fa capo a Luigi Dall'Igna e in una Strategia e sviluppo prodotto, con a capo Davide Scotti. Entrambe con testa a Pontedera ma dai confini ben più ampi. Nel motore P120 c'è anche la sintesi di quanto accaduto allo stabilimento pontederese. «Si è trattato di avviare un processo di riorganizzazione di un'azienda nata sul mercato italiano e con il concetto dell'esportazione su altri mercati. Un'impostazione che contiene un limite, perché il prodotto in questo modo può essere interessante per un segmento di clienti ma si tratta di piccoli numeri», spiega l'Ad Colaninno. Che aggiunge: «Il prodotto deve rispondere alle specificità del Paese in termini di mobilità, non possiamo aspettare che siano gli altri ad adeguarsi alla nostra situazione». È sufficiente un accenno all'India. «La facilità di arrivare al motore della Vespa che commercializzeremo dal 2012 è un requisito importante in un Paese dove la manutenzione la fa il proprietario del veicolo per risparmiare». La svolta ha iniziato a prendere forma nel 2006. All'epoca si è deciso di sviluppare la tecnologia del motore all'interno del Gruppo. Di progettare e costruire in casa. E nello stesso periodo Piaggio fa la scelta di puntare sull'Asia. «Facendo prodotti che possono funzionare su quei mercati - spiegsa Colaninno -. Avendo a riferimento l'India. In futuro saranno le condizioni asiatiche a determinare le strategie della mobilità, anche per l'Europa e l'America». La sfida industriale poggia su tre pilastri: consumi contenuti, emissioni ridotte e prezzo contenuto. «Si tratta di dare soluzioni a questi aspetti avendo come pre-requisito la qualità del prodotto». E in questo senso il motore P120, a cui seguire una versione P100, per dimensioni, costo, consumi e prestazioni si colloca al top della gamma nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. Altro servizio a pag. 2
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