«L'impianto porterà nuovi posti di lavoro» La Waste si fa sentire
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Da sinistra Maurizio Signorini e Maurizio Giani della Waste Recycling; nella foto sotto lesterno dellazienda 3 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. La Waste Recycling rompe il silenzio. Alla vigilia della manifestazione organizzata dal Comitato Antinquinamento contro il pirogassificatore, l'azienda esce momentaneamente dai binari del processo partecipativo. «Perché da mesi troviamo sulla stampa articoli di ogni tipo - dice il presidente di Waste Maurizio Giani -; tutti parlano, mentre noi non abbiamo mai replicato, perché crediamo nel processo partecipativo come elemento di trasparenza e dialogo con i cittadini. A questo punto, però, pensiamo sia giusto intervenire per una corretta informazione». Insieme ai dirigenti della Nse Industry di Empoli, l'azienda che ha brevettato e che dovrebbe fornire il discusso impianto di gassificazione, il presidente Giani traccia il quadro della attività di Waste Recycling, ribattendo, punto su punto, alle critiche degli ultimi mesi. «Un'azienda, anche se privata - afferma -, quando svolge il proprio compito nel rispetto delle leggi e investe denaro per il suo sviluppo, fa oggettivamente l'interesse generale. E nel nostro caso, i dati lo dimostrano: nel 2010 sono stati 7.300 i produttori che hanno smaltito i propri rifiuti in Waste, di cui 1.200 residenti nel comprensorio del Cuoio». A ulteriore dimostrazione del legame con il territorio e con gli interessi della collettività, Giani snocciola anche i dati sull'occupazione. «Non sono molte le aziende che in piena crisi economica hanno saputo crescere anche in termini occupazionali: nel 2009 sono stati assunti 6 dipendenti a fronte di una dimissione e un pensionamento, nel 2010 altre 9 assunzioni a fronte di 3 perdite. Adesso sento dire che il pirogassificatore porterà solo 8 posti di lavoro. In un'azienda di 94 dipendenti (di cui 63 residenti nel comprensorio), 8 persone in più non sono poche». «Ma sarebbe solo l'inizio - prosegue Giani -, perché l'impianto ci darebbe la possibilità di affrontare nuovi investimenti che creerebbero nuova occupazione». Ma al primo punto nella testa dei cittadini c'è sicuramente il timore per gli eventuali rischi per la salute e l'ambiente. «Non possiamo più sopportare di essere considerati gli avvelenatori del territorio - si sfoga Giani -; prima di tutto è nel nostro interesse, perché saremmo noi a vivere ogni giorno a stretto contatto con l'impianto. Una struttura piccola, che brucerà 30 tonnellate di rifiuti al giorno, poco meno di un camion e mezzo. Per le sue dimensioni e le sue caratteristiche avrà un impatto ambientale del tutto trascurabile, inferiore all'accensione di qualche decina di caminetti domestici, che, al contrario dell'impianto, non dispongono né della tecnologia di abbattimento fumi né dei suoi sofisticati sistemi di controllo. Proprio per le sue dimensioni, la Provincia ha stabilito che la Valutazione d'impatto ambientale non era necessaria; nessuno, però, può accusarci di non aver rispettato tutti i passaggi burocratici». Nel pirogassificatore non entrerebbero rifiuti pericolosi. «Quelli li esportiamo all'estero - precisa il presidente Giani - dove ogni cittadina, è bene saperlo, è teleriscaldata da un inceneritore. Nel nostro caso, invece, entrerebbero nel pirogassificatore rifiuti che già transitano dalla nostra piattaforma, ma che non possono essere selezionati per il recupero. Materiale che attualmente finisce in discarica. L'energia termica ricavata dalla combustione, inoltre, permetterà di spegnere l'impianto di evaporazione liquidi, alimentato a metano, con il conseguente annullamento delle emissioni atmosferiche e il risparmio di consumo energetico». A illustrare le caratteristiche tecniche del pirogassificatore è stato Jacopo Sodini, responsabile area tecnica di Nse Industry. «Nell'impianto entrano solo rifiuti selezionali e triturati - spiega - in modo da garantire uniformità di funzionamento. Grazie alle alte temperature la combustione avviene a livello gassoso e non solido, con emissioni atmosferiche più pulite. La struttura è grande quanto due container e può essere assemblata e smontata sul posto». Giacomo Pelfer Altro servizio a pag. 15
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