Finanza
Alla presentazione del progetto voluta dallazienda volantinaggio di chi è contrario allimpianto
Dissociatore, non c'è intesa
Andreas Quirici
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Controlli in via Valtriani Su posizioni diverse Ecofor e Coordinamento Valdera
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PONTEDERA. La presentazione del dissociatore molecolare di Ecofor, preceduta da un volantinaggio, s'incendia nel finale, quando il microfono passa dagli esperti di Ecofor al pubblico, composto in buona parte dagli attivisti del Coordinamento per la corretta gestione dei rifiuti in Valdera. Qualche battibecco fra i rappresentanti dell'azienda e gli esponenti del Coordinamento, alcuni interventi polemici sulle proposte alternative all'impianto. In generale un muro contro muro che difficilmente si sgretolerà in poco tempo: era previsto, tanto che era stato organizzato un attento servizio d'ordine con più forze di polizia schierate. Almeno quello necessario per trovare la soluzione al problema dei rifiuti. Erano presenti anche il sindaco Simone Millozzi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni. Energia ed emissioni: Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr ed esperto di dissociatori molecolari, ha sottolineato l'importanza della produzione di energia che scaturirà dall'impianto di Gello. «Stiamo andando verso un futuro di energie rinnovabili - ha detto - a fronte dell'esaurimento di quelle classiche. Avere un impianto che, quando sarà a regime, coprirà il fabbisogno energetico di circa 50mila persone, sarà fondamentale per il piano energetico nazionale che prevede la generazione di energia vicina ai centri di consumo». Omar Retini, responsabile di Stream group, un altro esperto portato da Ecofor a sostegno del dissociatore, ha spiegato quanto l'impianto sia sicuro dal punto di vista delle emissioni. Almeno stando alla simulazione effettuata grazie a un software («Consigliato dalle migliori agenzia per la tutela dell'ambiente mondiali», come ha sottolineato Retini) che ha riprodotto il campo dei venti in formato tridimensionale. I dubbi. Sono quelli che ha posto Stefano Pinori, membro del Coordinamento per la corretta gestione dei rifiuti in Valdera e partecipante al tavolo tecnico. «Come prima cosa, l'obiezione che portiamo - ha detto Pinori - è quella di una maggiore produzione di rifiuti e non una diminuzione. Poi c'è il problema dell'impianto scozzese che non ha ancora prodotto un megawatt di energia, perché la caldaia si è rotta e non l'hanno ancora riparata». E poi ancora dubbi sulla gestione dell'impianto, sul car fluff (il residuo delle automobili avviate alla demolizione) «che il Tar del Lazio ha stabilito che non può essere bruciato, ma che per il dissociatore rappresenta una buona fetta di rifiuti per alimentare l'impianto». L'attacco: «Parlo agli amministratori pubblici - ha detto Michele Campana, anche lui del Coordinamento - e chiedo loro perché non sono venuti anche ai nostri incontri pubblici». Poi è stata la volta del suo "collega" Luca Roggi, che ha elencato una serie di alternative proposte al tavolo tecnico (fatto dal Comune di Pontedera sull'argomento), «che però sono state ignorate completamente». Un altro intervento è stato quello di Cecilia Castellani, medico della zona: «Ho l'impressione di vivere in un territorio in perenne sperimentazione. In questo caso le alternative ci sono e vanno prese in considerazione. Mi fa piacere che si svolgerà presto un incontro sulla salute dei cittadini, ma chiedo che anche i cittadini possano esprimere nomi di medici da portare per il dibattito». Le conclusioni. Affidate a Lidio Signorini, esperto d'impianti di questo tipo che ha partecipato anche al tavolo tecnico e che ha sancito l'inevitabile muro contro muro: «Abbiamo discusso molto nelle nostre riunioni, ma non siamo riusciti a trovare un punto d'incontro. Credo che sia molto difficile trovarlo in questa circostanza».
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