Il Tirreno

Pontedera

Dai nonni ai bambini l'anima del quartiere è al circolo La Borra

Paola Silvi
Dai nonni ai bambini l'anima del quartiere è al circolo La Borra

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 PONTEDERA. Non c'è famiglia che non abbia la sua tessera o un abitante che non lo frequenti. Il cuore pulsante della Borra batte in via dei Girasoli.  All'interno di due stanzoni "senza colori", dove si incontrano generazioni di pontederesi. All'ombra dell'anfiteatro che si staglia accogliente nel cortile o davanti ai tavoli del bar. Magari per commentare l'ultima partita di calcio, per organizzare la gita di trekking del fine settimana o raccontare il giro in bici della domenica mattina. Il centro sociale accoglie tutte le anime della frazione e risponde a ogni esigenza ricreativa. Costruito mattone dopo mattone dai residenti stessi che per l'occasione nel lontano 1979 crearono un'associazione, il circolo oggi cambia di nuovo pelle.  Sono partiti da una settimana i lavori di riqualificazione della struttura di proprietà comunale che prevedono un ampliamento di spazi e tanti locali in più da utilizzare. «Lo scopo - spiega Giorgio Ciampalini segretario dell'associazione ricreativa La Borra, che gestisce l'edificio - è da sempre quello di proporre iniziative culturali, sportive e sociali che vivacizzino la vita del quartiere». Dalle prime feste popolari estive alle corse podistiche. Dalle attività in collaborazione con la scuola elementare al carnevale, alla Befana, al Babbo Natale a domicilio fino alla nascita di vere e proprie società sportive.  «Hanno sede nel centro - dice Ciampalini - un settore calcistico con 5 squadre, corsi di ginnastica femminile e di danza, una squadra di boccette, una di ping-pong e un gruppo, La Borra Bike con oltre 70 appassionati delle due ruote. Senza contare gli amanti del trekking».  Il locale incarna oggi come una volta lo spirito e la passione dei residenti che si danno appuntamento dal lunedì alla domenica, per condividere un po' di tempo libero. E i numeri per una piccola zona sono da capogiro. Sono oltre 315 gli iscritti, con un consiglio composto da 25 membri che puntualmente si riunisce ogni martedì. E in quella tana dal sapore quotidiano e confidenziale si ritrovano insieme, fianco a fianco, i pensionati novantenni come Pasquale, gli adolescenti e i bimbi che fra uno scivolo e una giostrina, con il loro spettacolo natalizio hanno raccolto 500 euro da offrire per l'ospedale di Suor Ilaria Meoli nella repubblica Centrafricana.  «Il centro - specifica Ciampalini - è aperto a tutti e i soci possono scegliere se aderire all'Arci o all'Acli. Non conta il partito ma la voglia di partecipare». Così le stanze sono a disposizione per le iniziative di gemellaggio degli istituti superiori o per le occasioni legate all'ultimo dell'anno o ai compleanni di turno. Ma c'è di più. Sull'onda del coinvolgimento e dell'aggregazione il centro investe per il futuro sulle nuove tecnologie. «Siamo diventati anche un punto internet - conclude Ciampalini - e stiamo lavorando per organizzare dei corsi di computer. Stiamo pensando anche a dei corsi di cucina».

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