Il Tirreno

Pontedera

Gli ultimi assalti di banditi ai negozi e ai bar fanno scattare nuovamente l’allarme sicurezza sul territorio

Un tavolo con le forze dell'ordine

Giacomo Pelfer
Controlli dei carabinieri ad un posto di blocco
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Controlli dei carabinieri ad un posto di blocco

Il sindaco di San Miniato Gabbanini: «Siamo di fronte ad un imbarbarimento»

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 SAN MINIATO. «Un tempo da noi le rapine si facevano in banca. Non me l'aspettavo, nella nostra zona non siamo abituati a episodi così gravi». È il primo commento del sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini dopo la rapina dei giorni scorsi al negozio "L'impero della moda" di Ponte a Egola, che ha destato scalpore per la violenza gratuita dei malviventi contro il titolare.  Una scena insolita per il comprensorio, ma purtroppo non isolata. La rapina di Ponte a Egola ha seguito di pochi giorni il tentato colpo al negozio "Punto Oro" di Santa Croce e la rapina al bar de Le Fontine, nel comune di Santa Maria a Monte. Episodi probabilmente indipendenti tra loro, ma uniti da una scia di violenza che ha pochi precedenti nella zona. Il sindaco Gabbanini riconosce che siamo di fronte ad un imbarbarimento. E annuncia: «Convocherò in Comune un tavolo con le forze dell'ordine». Passando in rassegna i sindaci dei tre comuni coinvolti, tuttavia, è unanime l'invito a bandire ogni forma di allarmismo. «Non vedo tutta questa paura tra i cittadini», precisa Gabbanini. Ancora più netta la posizione di Osvaldo Ciaponi, primo cittadino di Santa Croce: «Non c'è alcun motivo di allarme, tanto meno nel centro storico. Quante altre rapine si ricordano a Santa Croce? Bisogna partire dai fatti, dai dati reali, anche per non creare sfiducia nelle istituzioni e nelle forze dell'ordine. Qualche episodio di criminalità c'è sempre stato e ci sarà sempre, è fisiologico, ma in generale la nostra zona non desta particolari preoccupazioni. E questo non lo dico io, ma le forze dell'ordine». Sbagliato e strumentale, secondo Ciaponi, ridurre il tema sicurezza a terreno di scontro politico: «È da irresponsabili diffondere una percezione d'insicurezza - dice - ma allo stesso tempo i cittadini dimostrano di avere più capacità critica di quanto crede qualcuno».  Il sindaco di Santa Maria a Monte David Turini suggerisce una riflessione più profonda, individuando le cause della criminalità nella scomparsa di una solidarietà e coesione sociale. «È una società che si sta chiudendo in sé stessa - dice - anche a causa di una crisi economica che sta inasprendo i rapporti sociali. Una società che si nasconde dietro la porta di casa, indifferente a ciò che accade fuori. È in questo modo che stiamo perdendo i vecchi anticorpi sociali all'insicurezza, creando terreno fertile alla criminalità. Anche la politica, quella degli urli e delle denigrazioni personali, ha il suo ruolo negativo in tutto questo». «Sarebbe demagogico - conclude Turini - far passare l'idea che la sicurezza la fanno solo le forze dell'ordine, perché così si deresponsabilizzano i cittadini».

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