La manifestazione
Sono circa settecento le aziende associate: nellultimo quinquennio se ne sono perse un centinaio
«Troppi divieti, nei Comuni non si transita più»
Francesca Suggi
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Maurizio Bandecchi Bandecchi (Cna): provvedimenti senza alternative che penalizzano le imprese e l'economia
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L'"ultima moda" dei Comuni - come la chiama lui - in materia di viabilità, rischia di togliere smalto a tutti quei fattori che seducono le imprese sul territorio pisano. Maurizio Bandecchi, condirettore di Cna si riferisce ai divieti di transito ai mezzi pesanti che, a suo dire, stanno spuntando come funghi un po' in tutti i Comuni della provincia. «Il problema è che sono provvedimenti che non hanno una regia complessiva e spesso risultano privi di logica e penalizzanti per le aziende che di trasporto e logistica vivono». Non gira intorno alla questione lui che coordina la Fita, associazione di imprese di autotrasporto di cose per conto di terzi dell'artigianato e della piccola e media impresa. E sono circa 700, ad oggi, le società di trasporto iscritte all'albo. «Nell'ultimo quinquennio, comunque, c'è una tendenza a calare», puntualizza. Quantificando sono un centinaio le imprese che negli ultimi tempi si sono perse per strada. «Noi capiamo le esigenze delle amministrazioni, rispetto ai problemi di manutenzione delle strade dove passano i mezzi pesanti, ma se su alcune vie i provvedimenti di divieto si possono capire, su altre proprio no», rincara. E spiega che i disagi nascono là dove un Comune non propone una viabilità alternativa. «Nella Lungomonte non si può viaggiare, tanti tratti della provinciale 439 sono vietati e così saranno anche alcuni della 68. Contestiamo il fatto che si arrivi subito al divieto puro e semplice, senza proporre un percorso diverso per le merci che pure hanno il bisogno di muoversi. Alla fine, in questo modo è solo un danno economico per il territorio». Un territorio, quello della provincia di Pisa, che per anni funge da catalizzatore per tante imprese. Hanno scelto Lavoria i vertici bolognesi della Bartolini per il loro centro di smistamento; così su Pontedera, in viale America, fa la parte da gigante nel mondo dei trasporto la Artoni Spa. Si tratta solo di due dei big del settore che hanno deciso di piazzare capitali, economia e posti di lavoro in loco. «Sono tanti i fattori che attraggono le aziende, non posso negare che questi provvedimenti che vietano il transito e la sosta stanno cominciando a minare i vantaggi che questa zona offre», continua ancora Maurizio Bandecchi. E giù, via con l'elenco di alcuni degli "X factor" della provincia. «Abbiamo una discreta dotazione di infrastrutture e l'area è baricentrica rispetto alla costa. Senza contare la vicinanza con porto, aereoporto e interporto di Guasticce che facilita il movimento delle merci». In ultimo Bandecchi mette la viabilità: «Pure questa è buona, anche se come ho già detto, sta cozzando con i divieti di transito messi dai Comuni in accordo con la Provincia». Bandecchi tiene a sottolineare che a Crespina e a Lari, nonostante i provvedimenti dei rispettivi sindaci, la concertazione e le soluzioni proposte sono state serrate e hanno portato ad un accordo. «Le amministrazioni prima di fare le ordinanze ci hanno convocato, hanno proposto strade alternative che ci hanno trovato d'accordo e quindi non si è creata alcuna polemica». In testa alle location "preferite" dalle imprese dei trasporti c'è ancora la Valdera, con Pontedera al centro. «Anche sul Valdarno abbiamo tanti associati, nonostante i numeri da cinque anni a questa parte siano comunque in calo. L'effetto della crisi si sente anche in questo settore», conclude Maurizio Bandecchi.
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