Il Tirreno

Pontedera

Il 50esimo è un palio della delusione

Guido Bini
Il mossiere Giancarlo Matteucci
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Il mossiere Giancarlo Matteucci

Il sindaco: «Fantini e mossiere hanno avuto un'ora per correre la finale»

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 BUTI. L'aver chiuso il Palio 2011 senza un vincitore è per Buti un fardello pesantissimo. «A perdere è stata tutta Buti», ripetono in molti, e il giorno dopo gli sguardi dei contradaioli non nascondono la delusione cocente, farcita di amarezza e rabbia.  Sul banco degli accusati c'è soprattutto il sindaco che, arrivati alle 18, si è assunto la responsabilità di sospendere la finale e mandare tutti a casa. «Dopo un'ora di partenze non valide - ha ribadito ieri il primo cittadino Roberto Serafini - ho dato l'ultimatum, e solo dopo l'ennesima partenza falsa ho sospeso la gara, per ragioni di sicurezza. Mi dispiace, ma non potevo fare altrimenti. Ormai si era fatto buio, per regolamento il Palio doveva essere già concluso, e credo che tutti abbiano ben presente in che condizioni erano arrivati i cavalli».  «Se siamo arrivati a tanto - ha poi aggiunto Serafini - la colpa non è mia quanto piuttosto dei continui ritardi, con i fantini che ci hanno messo del loro e le difficoltà incontrate dal mossiere a complicare ulteriormente le cose. Questo per sottolineare che, per correre la finale, hanno avuto un'ora di tempo, ma nonostante questo non sono stati buoni a partire».  Tra i più delusi il presidente del Seggio di Sant'Antonio, Alberto Spigai, ieri mattina ancora impegnato sul percorso a smantellare tribune e paratie. «Non aver corso la finale - ha commentato Spigai - vuol dire aver buttato alle ortiche il lavoro di sette anni e a perderci è stata tutta Buti. La finale doveva essere disputata, in un modo o in un altro, e che la sospensione doveva essere meditata con più attenzione, anche per rispetto delle contrade e del pubblico venuto da fuori. Almeno settemila paganti, arrivati per vedere un Palio e mandati a casa senza finale». In particolare, Spigai lamenta che il sindaco non l'abbia consultato prima di comunicare la sospensione. «Sono convinto - ha detto in proposito - che con un minimo di confronto saremmo riusciti a disputare la finale. Che poteva finire in qualsiasi modo, anche fra mille polemiche, ma non certo così».  Due le immagini più significative del triste epilogo di domenica. Il cencio 2011 rimasto appeso alla partenza, e non portato in trionfo da contradaioli festanti, e i tre fantini della finale tornati in pista convinti di poter avere un'ultima possibilità, quando ormai il sindaco aveva annullato la gara e la pista era stata invasa dal pubblico in fuga da Buti. Immagini che bruciano, come il fatto che prima della finale tutto era andato per il verso giusto, a cominciare dalle condizioni meteorologiche, in quello che doveva passare alla storia come il Palio più bello, quello del cinquantesimo anniversario delle contrade.

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