Il Tirreno

Pontedera

Al centro due importanti operazioni immobiliari a Milano su cui ha messo gli occhi anche la magistratura

Cassa, c'è un conto da 12 milioni

Manolo Morandini
La sede della Cassa di risparmio di San Miniato A sinistra la presidente Lucia Calvosa
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La sede della Cassa di risparmio di San Miniato A sinistra la presidente Lucia Calvosa

Un'uscita imprevista per l'istituto per far fronte al "buco" di una partecipata

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 SAN MINIATO. Un buco da un milione e mezzo di euro. È l'emergenza a cui deve far fronte la Cassa di risparmio di San Miniato per ridare ossigeno alla società partecipata Vegagest Srl. L'azienda, che opera nella gestione dei risparmi, ha sede a Milano e nella città meneghina ha dato il via a un'operazione immobiliare "sfortunata", su cui ha messo gli occhi anche la magistratura.  Tra i nodi c'è anche quello di un'altra operazione immobiliare nell'hinterland milanese per cui il fabbisogno sarebbe di 50 milioni, di cui 11,2 a carico della Carismi. In totale un conto da 12,7 milioni. Un imprevisto "salato" per un istituto alle prese con un piano industriale che si propone di limare i costi e di cedere le partecipazioni azionarie non strategiche. La rete di salvataggio potrebbe arrivare da un operatore esterno, interessato a rilevare le due iniziative.  I soldi, in parte, serviranno a sbloccare il progetto immobiliare MiLuce che fa capo a Vegagest Immobiliare, controllata da Vegagest. Nei corridoi della finanza si quantifica il piano finanziario per risanare i conti in 7 milioni di euro. Cifra che verrà ripartita tra le banche socie. Stando alle anticipazioni del Sole 24 Ore in quattro hanno già dato il via libera: CariCento, azionista al 8,97%, Banca popolare di Bari (10,79%), Cassa di risparmio di di San Miniato (22,51%) e la più importante, la Cassa di risparmio di Ferrara (30,52%).  L'ombra della Madonnina non porta fortuna alla Carismi. C'è infatti un'altra situazione critica che grava su Vegagest Immobiliare. Dalla scorsa estate i lavori per dare corpo a un quartiere residenziale dell'hinterland milanese, nel territorio di Segrate, si sono interrotti. Nella zona, dove a sede anche Milano 2, è previsto di realizzare il complesso Milano Santa Monica. E non sono poche le famiglie che hanno versato congrui anticipi per l'acquisto della prima casa e che si sono viste, nella migliore delle ipotesi consegnare delel abitazioni con gravi problemi, allagamenti nei box interrati e mancanza delle necessarie infrastrutture, e che nella peggiore non hanno ricevuto proprio nulla.  Una vicenda, anche questa, su cui ha messo gli occhi la magistratura e gli enti locali. Ma ci sarebbero anche le pressioni della Banca d'Italia che avrebbe messo in campo la sua forza di persuasione per convincere le banche socie di Vegagest a mettere mano al portafogli per dare corpo a un intervento risolutivo.  Ma il gioco in questo caso si fa duro. Il conto stando alle cifre sul piatto per la Carismi, a fronte di un'esigenza complessiva di 50 milioni di euro stimata dal quotidiano finanziario, sarebbe di 11,2 milioni di euro per rifinanziare e ristrutturare il debito che fa capo a Vegagest Immobiliare.

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