Il Tirreno

Pontedera

Pievania vince nel corteo Trippa fumante a gogò il copione della festa

Lorenzo Giusti
Pievania vincitrice della sfilata
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Pievania vincitrice della sfilata

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 BUTI. I fuochi di artificio del sabato sera avevano appena concluso la presentazione dei fantini. Ogni contradaiolo si recava alla propria cena dove tra cori e balli avrebbero propiziato la vittoria della domenica. I butesi lo sanno, in queste cene sono previsti ricchi antipasti, primi, trippa in abbondanza, ma appena i ragazzi si scatenano la serata si trasforma in un buffet, i giovani si accalcano presso il tavolo del proprio fantini: i canti si ripetono per minuti e minuti.  Il fantino non può che lasciarsi trasportare dai suoi sostenitori. Finisce la cena, diversi hanno bevuto un bicchiere troppo, tutti in piazza Garibaldi per ridere, scherzare, raccontarsi come è andata la propria cena. Fino a tarda notte i butesi sono in piedi consapevoli di doversi svegliare presto la mattina stessa. Sono le otto, a Buti splende un sole raggiante in una giornata di gelo, la più attesa dai butesi. La Messa dei cavallai presieduta dall'arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto ha inizio, mentre nei ristoranti e nei circoli butesi vengono serviti piatti con gustosa trippa fumante con pane, vino e un ricco menù prelibato assaggiato dai forestieri che vengono appositamente per questo appuntamento. Nella sola San Rocco si registrano duecento coperti in appena un'ora e mezzo.  Si aggiudica la sfilata storica La Pievania che trattava il tema dell'inaugurazione del Circolo Acli del 1953. Secondo posto per San Michele, con sfilata titolata "Il Fabbretto", ovvero Augusto Bernardini che agli inizi del 900 portò l'energia elettrica a Buti. Terzo Posto a San Francesco, che ha dedicato la sfilata all'eroina "Paola Da Buti". Particolari apprezzamenti del pubblico sono andati a San Nicolao, che ha rappresentato il "campeggio di Vada", promosso dalla parrocchia dal 1960 e meta di vacanze per tutti i butesi. Le altre contrade che non hanno certo sfigurato sono La Croce, che trattava le origini del Palio dei cavallai e dei colori rossoneri; l'Ascensione che parlava di Domenico Varnagalli, fondatore dello "Spedale dei trovatelli" fondato nel 1218 a Pisa e nel 1854 beatificato da Pio IX; San Rocco ha ricordato il mitico cavallo Ribot della Scuderia Dormello Olgiata, da cui avrebbero preso i colori della contrada.  Sono stati inoltre ricordati i 150 anni dell'Unità d'Italia con l'esecuzione dell'Inno di Mameli da parte della Filarmonica butese. Da quest'anno ha fatto parte della direzione artistica anche l'associazione teatrale Il Miglio, che si è occupata di dirigere un regolare e dinamico svolgimento della sfilata e alla quale dal prossimo anno passeranno le veci di Giorgio Niccolai, che conclude in bellezza questi anni dedicati a questo compito apparentemente facile, ma in realtà molto delicato.  Finita la sfilata i butesi si trovano in Piazza Garibaldi per commentare il corteo appena concluso azzardando pronostici per il pomeriggio. Vengono venduti i panini benedetti di Sant'Antonio Abate e le cartoline con l'annullo filatelico, celebrative di questi cinquant'anni di Palio. I butesi potranno trovare le cartoline negli esercizi commerciali butesi e porre l'annullo filatelico sulla cartolina per i prossimi dieci giorni; successivamente l'annullo sarà disponibile solo a Pisa e finirà dopo due mesi nel Museo filatelico nazionale di Roma. Chi avrà acquistato questi gadget celebrativi, sappia che diventeranno pezzi da collezione.  La mattinata era finita e la gente, chi sul percorso, chi a casa propria, consumava ancora trippa in attesa della chiamata delle prima batteria...

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