Italia
Finale stoppata per decisione del sindaco e del Seggio, delusione lungo il percorso
Palio non assegnato: è polemica Ritardi per troppe false partenze
Guido Bini
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BUTI. Senza un vincitore, il Palio del cinquantesimo anniversario delle Contrade si è trasformato nel Palio dei vinti. Le corse sono state sospese in via definitiva alle 18, come stabilito dal regolamento, per ragioni di sicurezza. In realtà dopo tre corse mancava solo la finale, ma al canapo qualcosa è andato storto. Quattro false partenze, i fantini poco collaborativi, i cavalli sempre più nervosi e così ci ha pensato il buio, ormai stringente, a chiudere il sipario sulla manifestazione. L'incontrovertibile decisione di sospendere le corse è stata comunicata al folto pubblico dal sindaco Roberto Serafini, che già dieci minuti prima aveva avvisato i fantini di darsi una mossa. La finale se l'erano guadagnata le contrade Pievania, San Nicolao e La Croce, coi fantini Andrea Chessa, Gianluca Fais e Manolo Filippini. Presentatisi al tondino più o meno in orario, hanno però dato filo da torcere al mossiere Giancarlo Matteucci. Il quale, forse desideroso di mettere in scena una bella finale, ha annullato partenze anche discrete, per il semplice fatto che qualcuno era rimasto al palo. Una prima volta l'esordiente Chessa, poi Fais disarcionato, e ancora Fais insieme a Filippini. E così, col trascorrere del tempo, ad avere ragione su tutto e tutti è stata la notte, nonostante il Seggio di Sant'Antonio avesse provveduto - assoluta novità di quest'edizione - ad illuminare il percorso con dei fari. «Fari o non fari - ha commentato subito dopo la sospensione il sindaco Serafini - esiste un regolamento, che dice che alle 17,45 il Palio deve essere concluso. In quanto responsabile della sicurezza non potevo consentire che si andasse oltre le 18, come concordato in precedenza con il presidente del Seggio Spigai e don Alessandro, e così è stato». Inutile dire che la delusione è stata tanta, sia fra il pubblico arrivato da fuori sia fra i sostenitori delle tre contrade finaliste. Mentre un sorriso sornione sembrava velare il volto dei contradaioli usciti sconfitti dalle prime tre gare. Ma, comunque sia, la convinzione unanime è che il Palio dei cinquant'anni delle contrade non doveva finire in questo modo, senza un vincitore, dopo che tutto era filato per il verso giusto, condizioni meteorologiche comprese. Il cavallo di Pievania si era guadagnato la finale nella prima batteria, partendo come un razzo e guidando la corsa dall'inizio alla fine. Dietro si è piazzata La Croce, con Filippini, rimasta attardata in partenza ma abile a rimontare e superare Ascensione, in pista con Virginio Zedde. Nella seconda batteria il cavallo di San Nicolao montato da Fais ha quindi dato prova della sua ottima condizione, vincendo in scioltezza su San Michele (Simone Mereu) e su San Francesco (Angelo Cucinella). Una batteria che però non ha mancato di suscitare polemiche, sia per l'indecisione alla partenza che ha visto penalizzata San Michele, sia per la scelta di San Nicolao di cambiare cavallo la mattina stessa del Palio. Nella terza corsa, infine, chi si aspettava una facile vittoria di Silvano Mulas per San Rocco si è dovuto presto ricredere. Mulas, partito attardato, non è mai stato in gare e l'ultimo posto per la finale l'ha strappato a fil di palo Filippini per La Corce, autore di una splendida rimonta su Mereu in pista per San Michele. Insomma, i presupposti per vedere una bella finale c'erano. Ma Sant'Antonio aveva altri progetti.
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