Sicurezza
La storia che scorreva in piazza
Maria Teresa Giannoni
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La bella giornata di sole ha favorito larrivo di molte persone rimaste poi deluse dallannullamento della finale Descritti con minuzia abitudini, mestieri e gioie
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Che meraviglia la piazza di Buti ieri mattina, fredda ma illuminata dal sole, piena di gente che guardava se stessa allo specchio. Perché era la sua storia che scorreva in strada in occasione della sfilata. La piazza era piena di gente ma era assente la tipica volgarità del turista per caso. Erano un tutt'uno: chi guardava e chi sfilava. L'emozione era palpabile anche per chi era lì, come me, in veste di giurata. Episodi ormai leggendari come la vicenda di Paola da Buti, ma anche vecchi solo di qualche decennio, rimasti però significativi per la vita della comunità come l'inaugurazione della sede dell'Acli del 1953. O la partenza per le vacanze a Vada, diventata la Viareggio dei Butesi. Ognuna delle sette contrade ha saputo rappresentare spaccati di vita vera e sentimenti comuni, ha descritto con minuzia abitudini, mestieri, e quindi anche speranze, gioie, stupori. Ha saputo creare atmosfera. Come nella rievocazione della figura di Augusto Bernardini (Il Fabbretto) che agli albori del '900 aveva portato in paese la luce elettrica; o nella storia di Domenico Vernagallo datata 1180; oppure raccontando la nascita del Palio. E, ancora, ricordando un grande campione come il cavallo Ribot, che qualche parentela con Buti ce l'aveva. In alcuni casi avevi l'impressione che quello che avevi davanti fosse cinema, tanto ricche di persone erano le scene e accurata la ricostruzione. No, non è stata la solita passerella in costume con figuranti e bei costumi che ci si sarebbe potuti aspettare. È stato molto di più. E il compito della giuria non è stato per niente facile.
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