Il Tirreno

Pontedera

Terrore durante l'assalto in villa

Sabrina Chiellini
Terrore durante l'assalto in villa

Banditi aggrediscono noto imprenditore, colpo da oltre centomila euro

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SAN GIOVANNI. Torna a casa dopo una serata al bar con gli amici. Pensa di essere solo invece nel giardino della sua villa si sono nascosti due banditi. Appena l'imprenditore apre la porta quei due uomini, armati di pistola, escono dal buio della notte. Sono lì per rapinarlo, vogliono le chiavi della cassaforte. Non esitano a picchiare l'imprenditore, quasi ottantenne, sotto gli occhi atterriti della moglie.  La donna, dopo avere sentito la voce del marito e di quei due sconosciuti, si trova in un incubo.  È venerdì sera, poco prima di mezzanotte, quando i rapinatori assaltano la villa di una delle più note famiglie di San Giovanni alla Vena. Un colpo studiato, viene da pensare guardando a come si svolge. Probabilmente i banditi conoscono le abitudini del proprietario della villa, così come immaginano che nella cassaforte avrebbero trovato soldi e gioielli.  Così, dopo avere atteso a lungo l'imprenditore, lo spingono in casa. Lo tengono in ostaggio, gli intimano di prendere le chiavi, di aprire la cassaforte. Ogni esitazione della vittima dà la possibilità ai malviventi di colpirlo con violenza. Fino a quando l'uomo lascia che la cassaforte si apra. Sotto i suoi occhi i banditi afferrano molti preziosi, soldi, altri oggetti di valore per una somma che ancora non si conosce in maniera ufficiale ma che potrebbe superare i centomila euro.  Poi i banditi si allontanano dalla villa, lasciando l'imprenditore e la moglie nel terrore. Da quella cassaforte non vengono portati via solo oggetti di valore ma anche affetti, ricordi di una vita. Tutto viene cancellato in pochi minuti.  Alla coppia non resta che chiedere aiuto, chiamare i carabinieri, informare i familiari dell'assalto nella villa.  Comincia una lunga notte. Alla villa arrivano i carabinieri di San Giovanni alla Vena e quelli della compagnia di Pontedera. L'imprenditore è ferito ma non vuole andare all'ospedale. I carabinieri ascoltano attentamente il suo racconto nella speranza di trovare elementi utili alle indagini. I malviventi, con molta probabilità, sono stranieri. È forte il timore che l'assalto alla villa dell'imprenditore (l'uomo è titolare di un'azienda molto conosciuta nel settore del legno) sia il primo di una serie.  La famiglia si chiude a protezione. Nessuno ha voglia di parlare, di raccontare i dettagli della rapina. Ma in paese la notizia dell'aggressione comincia a circolare già di prima mattina.  Gli inquirenti, alla fine del lungo sopralluogo, consigliano ai coniugi rapinati la massima riservatezza. Per motivi di indagine e per non creare allarme.  Le modalità dell'assalto fanno pensare all'azione di persone che conoscono la zona e le possibilità economiche della famiglia presa di mira. Ma è impossibile per chi ha subito l'assalto evitare di mettere in guardia amici e conoscenti che potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Così come per i coniugi non sarà facile tornare a casa con tranquillità senza chiedersi se qualcuno è lì in agguato, pronto a sorprenderli.

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