Sicurezza
Se non parliamo tra noi, cosa andremo a dire a Colaninno?
Marcello Casati, sindacalista Uilm
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Col ricorso alla cassa integrazione della prossima settimana alle officine meccaniche, continua un ciclo mensile di assenza dal lavoro, a mio avviso, da non sottovalutare. Se analizziamo l'ultimo anno di lavoro, si contano sulle dita di una mano i mesi di lavoro costante, con la corretta riserva se sia giusto definire produttivamente pieni i pochi mesi lavorati e con l'aggiunta di una non consueta sosta produttiva totale, registrata ad agosto e dicembre. Qualcuno potrà sostenere che anche in passato in Piaggio si è fatto cospicuo ricorso alla Cigo. È vero, ma gli addetti alla produzione non erano i circa 1900 di oggi, ma il doppio. Gli 800 precari stagionali (Ptv a tempo indeterminato e contratti a termine), erano stati previsti per evitare il ricorso alla Cassa. Il vero motivo del poco lavoro lo sappiamo tutti, sono anni che ne parliamo. Non riesco a capire cosa pensa il territorio, in tutte le sue componenti, di questo inarrestabile declino industriale e produttivo di Piaggio e aziende collegate. A febbraio, il sindacato e le istituzioni incontreranno il presidente Colaninno. Cosa andiamo a dire al Presidente Piaggio? Esiste una linea comune capace di determinare una strategia per imporre le esigenze occupazionali del territorio? Siamo disponibili ad affrontare un confronto finalizzato a determinare anche auspicabili nuovi investimenti? Le istituzioni, prima del loro incontro, ritengono di dover parlare con tutto il sindacato della Piaggio, per tentare di fare un fronte comune, o forse si limiteranno a parlare di altri interessi?
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