Proteste
«Sabotaggi e intimidazioni»
Il coordinamento Pdl attacca il sindaco Marvogli
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CASTELFRANCO. Segreti, sabotaggi e intimidazioni. Ne parla il coordinamento del gruppo Pdl di Castelfranco, Orentano, Villa Campanile e Galleno a proposito del progetto di un pirogassificatore per il trattamento dei rifiuti industriali. «Abbiamo creduto fin da subito - afferma il coordinamento del Pdl - nella bontà e nella validità di uno strumento di democrazia quale è quello del processo partecipativo, ma si sa che anche una cosa buona, se data in mano alle persone sbagliate, può diventare un'arma pericolosissima. Proprio come è successo a Castelfranco. La lettera che il sindaco Marvogli ha inviato alle associazioni del territorio è degna di un regime dittatoriale. Accusare dei cittadini di essere sabotatori, antidemocratici e di rigettare ogni forma di confronto solo perché manifestano civilmente un pensiero contrario a quello di questa amministrazione è gravissimo, ma addirittura pretendere che ognuno di noi si informi solo ed esclusivamente attraverso i canali ufficiali dell'amministrazione, screditando gli altri canali di informazione solo perché aventi contenuti non graditi a questa amministrazione, è addirittura aberrante». Secondo il Pdl, sarebbe bene che gli amministratori rivedessero attentamente il significato del termine "democrazia". «Il nostro sindaco, che nella vergognosa lettera riconosce nel percorso partecipativo un importante strumento di democrazia e informazione, dovrebbe spiegarci - continua il Pdl - per quale motivo ha tentato, assieme agli amministratori, di farlo passare in sordina, evitando di pubblicizzarlo adeguatamente e di spiegarne efficacemente i meccanismi di funzionamento. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché non ci si è mossi a tempo debito, contattando le associazioni nel momento in cui il percorso partecipativo stava per cominciare, in maniera tale che quanta più gente possibile venisse informata su ciò che si sarebbe fatto con i soldi pubblici? La realtà è che se non fosse stato per il clamore sollevato dai cittadini oggi accusati di essere sabotatori e antidemocratici, nessuno a Castelfranco di Sotto avrebbe saputo niente. Le oltre 3.000 firme di cittadini contrari all'inceneritore sono un evidente elemento di disturbo per i piani, ormai smascherati, di chi tanto caldeggia l'installazione nel nostro territorio, già gravemente martoriato da insediamenti altamente inquinanti, di un ulteriore impianto di incenerimento, e adesso al sindaco e agli amministratori tocca correre ai ripari».
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