Il Tirreno

Pontedera

Buti, è il gran giorno della corsa

Guido Bini

Prima il corteo, poi la sfida tra le contrade (alle 14,30): tante le iniziative

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 BUTI. Mentre cresce l'attesa per la corsa di oggi, Buti non dimentica di celebrare a dovere i cinquant'anni delle contrade. Ieri sera il Seggio di Sant'Antonio ha festeggiato coi fuochi artificiali e ha premiato il fantino Antonio Riccio, che nel 1961 con "Busillo" regalò la prima vittoria a Pievania. Oggi saranno invece distribuite due cartoline commemorative, sulle quali per dieci giorni si potrà apporre un annullo speciale delle Poste.  Da parte loro le contrade stanno mettendo assieme foto, ricordi e aneddoti, che tutti assieme andranno a comporre un libro di prossima pubblicazione. Ma anche durante le sfilate storiche di questa mattina, non mancheranno rimandi alla nascita delle contrade. In particolare, saranno La Croce e San Rocco a far riferimento a questo evento, seppur indirettamente.  A sfilare per primi saranno però i neroverdi dell'Ascensione, che hanno deciso di ricordare il butese Domenico Vernagalli, fondatore dello "Spedale dei trovatelli" di Pisa nel 1218, e nel 1854 beatificato da Pio IX. Secondo l'ordine cronologico dei temi prescelti, seguiranno i contradaioli di San Francesco, che dedicano la loro sfilata alla ben nota eroina Paola da Buti. Quindi sarà la volta de La Croce, che rifacendosi al 1805 rievocheranno la storia del Palio. A seguire San Michele con "Il Fabbretto", ovvero Augusto Bernardini, che agli inizi del '900 portò l'energia elettrica a Buti. San Rocco ricorda invece il mitico cavallo Ribot, della scuderia Dormello Olgiata, dalla quale nel 1961 la contrada prese i colori bianco e rosso. Chiuderanno la sfilata storica la Pievania, con l'inaugurazione del circolo Acli del 1953, e i bianconeri di San Nicolao, decisi a rievocare gli anni Sessanta allo storico campeggio butese di Vada. «Oggi Buti festeggia i cinquanti'anni delle contrade - ha poi anticipato il responsabile delle sfilate Giorgio Niccolai -, ma ci sarà anche un momento per ricordare i 150 anni dell'unità d'Italia».  Ad assegnare l'ambito premio per la miglior sfilata una giuria di esperti, composta quest'anno dalla regista e attrice Luisiana Tognarini, dalla professoressa e soprano Elena Bertini, dalla professoressa Donata De Bernardi, dal professore e poeta Dario Caturegli, e dalla giornalista del Tirreno Maria Teresa Giannoni.  Tornando al Palio del 1961, è bene ricordare che inizialmente le contrade furono sei.  Rispetto ad oggi non c'era San Michele, istituita col Palio del 1980, mentre La Croce passava sotto il nome di Case Popolari. E negli anni a seguire furono svariati i palii non disputati, soprattutto per le diatribe con la contrada Santo Stefano, prima ammessa in rappresentanza di Cascine di Buti e dal 1981 squalificata «per sempre». Sorte che nello stesso anno toccò anche alla contrada di Sant'Antonio (Caccialupi), ammessa assieme a San Michele e presto dimenticata, ma che oggi vale la pena ricordare assieme alle altre. Appuntamento alle 14.30 per la corsa dei cavalli.

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