Il dolore
Tognetti attacca Cupelli: «Fa gli impianti nei propri poderi ed è contraria agli altri»
I progetti? Compatibili
Giacomo Pelfer
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Operai al lavoro in un parco fotovoltaico Fotovoltaico: s'infiamma la polemica a San Miniato
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SAN MINIATO. «Il Comune stia attento ai cattivi consiglieri, che istigano al blocco del fotovoltaico con richieste e "paletti" che le linee guida non prevedono». L'ex assessore Anna Maria Tognetti non accetta di restare un minuto di più sul banco degli imputati e interviene per chiarire il tema dei campi fotovoltaici in aree agricole. «Non ho da giustificarmi - dice - anzi, sono fiera di aver gestito quella che per un anno è stata la mia competenza, attuando le direttive europee, le leggi nazionali e regionali, nonché il programma di governo dell'attuale amministrazione. Chi non ricorda lo slogan del sindaco Gabbanini "Rinnoviamoci con le energie rinnovabili"? Qualcun'altro, non io, dovrebbe giustificare le proprie coerenze. Si chiamano Averda e Bertolle i due campi di fotovoltaico, da 1 megawatt ciascuno, che Francesca Cupelli, consigliera comunale Pd e presidente Cia di Pisa, installerà nel proprio podere, visto che la procedura è stata espletata fino in fondo. Mentre fa questo a casa sua, si permette di vantare in ogni occasione la sua posizione contraria al fotovoltaico (degli altri, evidentemente) in nome di un'agricoltura che deve essere solo produttrice di cibo e altre amenità». Tognetti sottolinea poi il ruolo indispensabile delle energie rinnovabili. Ruolo sancito dall'Unione Europea, «che nei primi anni Duemila - ricorda - ha definito gli interventi per le energie rinnovabili "di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti". Ogni Stato membro ha ricevuto degli obiettivi ben precisi e dei tempi, con penalità altissime per chi non li raggiungerà». In virtù di quelle direttive la Stato italiano ha poi emanato norme per regolamentare la materia. «Ed è in base a quelle - prosegue Tognetti - che il Comune, ed io come assessore, ho agito, preoccupandomi da subito della collocazione degli impianti, nel rispetto del nostro territorio, dandoci delle regole fin dall'inizio, senza aspettare dibattiti dell'ultim'ora. In base a ciò sono state date le risposte circa la locazione degli impianti: poche negative, molte favorevoli, perché nessuno ha chiesto cose impossibili in luoghi impossibili. Le aziende che lavoreranno per la realizzazione degli impianti sono tutte toscane, in gran parte pisane: un bell'incremento anche al lavoro nella nostra zona. Inoltre, anche in base alle ultime norme nazionali, le cosiddette linee guida, che contengono molte indicazioni sui siti idonei o meno, gli impianti di San Miniato sarebbero tutti autorizzati. E a quelle linee guida si dovrà attenere la Regione nel fare la delibera annunciata per febbraio, come pure il Comune». «Quegli impianti - conclude l'ex assessore - una volta completati, copriranno il fabbisogno di tutti gli abitanti del comune, con 70mila tonnellate di anidride carbonica in meno immessa nell'aria».
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