Il Tirreno

Pontedera

All'anagrafe la tradizione resiste

Paola Silvi

I nomi dei nati nel 2010 rispettano i dettami di papa Benedetto XVI

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 PONTEDERA. Aurora o Sally? Tommaso o Kevin? La scelta del nome da dare ai propri figli può essere una decisione dettata dalla moda del momento o dal seguire un atto di fede. Papa Benedetto XVI, durante la messa alla Cappella Sistina, dopo aver impartito il battesimo a 21 nuovi nati, ha invitato i genitori a preferire "nomi cristiani". Certificati da una passata e riconosciuta santità. E nei giorni in cui in tutte le case si sostituisce il calendario dell'anno vecchio con quello dell'anno nuovo, il Pontefice chiede di vagliare proprio lì, sul calendario, i nomi dei nascituri.  Meglio insomma chiamarli Giovanni o Maria, Cristiano piuttosto che Cristian e mandare in soffitta le Chanel e i Tobias degli ultimi periodi. A Pontedera, secondo i dati forniti dall'ufficio anagrafe, vince la tradizione, anche se con qualche inaspettata sorpresa. Nella top ten dei nomi più amati dai cittadini della Vespa, spiccano Vittoria, Francesco, Tommaso e Chiara. Ma se i pontederesi che hanno visto la luce nel 2010 rispettano i dettami del Papa, ad insidiare la consuetudine ci pensano i figli delle coppie arrivate dal Senegal, dalla Romania e dalla Cina. Tre sono gli Cheikh in elenco e i Mohammed seguono a ruota. Così come l'irresistibile attrazione del nome strano, al di là della cultura e delle origini, è comunque fortissima. Se un tempo poteva rappresentare l'unico metodo per sfuggire alla censura fascista o manifestare la propria ideologia (gli Alcide, i Palmiro e i più indistinguibili Filippo) oggi serve ad allontanarsi dal comune, ripetuto, riutilizzato per lasciar spazio ad una tendenza all'innovazione. Si cerca il nome significativo che ricordi un momento particolare della coppia o che rievochi una data. Le Noemi, le Nada, le Lavinia, le Alisa e per i maschietti i Giosuè e i Gabriel stanno scalando in fretta la classifica. Senza contare le Sofia registrate con o senza "h" e i nomi composti. Ma non è detto che un nome che a colpo d'occhio sembra totalmente laico, non nasconda pallide radici nella tradizione cristiana. Aurora, al primo posto nell'indice di gradimento, è una santa venerata insieme a San Brandano nell'isola di Man e festeggiata in calendario il 20 ottobre. Di fatto il nome, magari deciso dai genitori sull'onda di una pur comprensibile euforia contingente, avrà conseguenze durevoli sulla vita della loro innocente discendenza. Quell'enfasi nominale in direzione dell'esotico o dello stravagante a tutti i costi, che ha dominato gli anni Ottanta e i Novanta, dal 2000 sembra però ripiegarsi. Anzi, l'usanza di chiamare i figli Geiar, Suellen, Sharon, o Kabir nell'epoca del Sandokan televisivo, pare che non abbia mai scalfito il territorio pontederese. I cittadini, d'indole assai più sobria, anche nel 2005 preferivano i classici Leonardo, Rachele, Luca, Matteo sulla scia degli Evangelisti, Lorenzo, Giulia e Alessia. Anche se non mancano le Ester, un Raimon, una Sharon, un Brian, una Asia e qualche nominativo prettamente straniero. Da Emir Alexandrovic a Flores. Con qualche eccezione di nome composto che unisce la tradizione italiana a quella extracomunitaria. Fausto Laurentiu e Danilo Theodore ne sono un esempio lampante. In attesa poi che una Ginevra o un Duccio, nomi gettonati, si guadagnino in proprio la santità.

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