Finanza
Tanto degrado tra le villette
Paola Silvi
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Uno scorcio di via Spadolini a ridosso del quartiere Bellaria Proteste dei cittadini dalla nuova zona residenziale di via Spadolini
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PONTEDERA. Niente illuminazione, asfalto incompleto, preservativi e siringhe utilizzate, sparse un po' ovunque. Benvenuti in via Spadolini, zona residenziale di Pontedera, sul lato sinistro di via De Gasperi, alle porte del quartiere Bellaria. Dove, nonostante i lunghi e accurati lavori che hanno dato vita alle nuove abitazioni, villette raffinate e condomini eleganti, il quadro non è affatto idilliaco. «Nella parte recentemente costruita, vicino al piazzale lo spettacolo è desolante». A porre l'attenzione sul degrado dell'area è Cristiano Toro, che si fa portavoce delle esigenze degli abitanti. Il cittadino scrive una lettera aperta al sindaco e denuncia lo stato d'abbandono in cui versa il quartiere. «La situazione è diventata intollerabile e per i nostri bambini anche una semplice passeggiata in bicicletta può trasformarsi in un rischio», protesa Toro. Strani e loschi giri nel parcheggio. Un via-vai di gente non identificata a tutte le ore della notte. L'atmosfera che descrive il pontederese, da 3 anni proprietario di un appartamento in via Spadolini, è d'emergenza. «Dopo l'approvazione del piano regolatore - continua - abbiamo assistito al proliferare di cantieri. E se da un lato la riqualificazione della zona ci fa piacere perché corre nell'ottica dello sviluppo, dall'altro siamo costretti a sopportare il fastidio provocato dai rumori, dal fango, dalla polvere». Ma c'è di più. La tolleranza scompare del tutto quando in terra, tra una buca e vari mucchietti di sigarette, spuntano siringhe. «Senza contare varie coppiette di giovani e non, che scelgono il parcheggio e, complice l'illuminazione praticamente inesistente, si lasciano andare in auto ad atti di libidine sessuale, disperdendo innumerevoli rifiuti, tra cui profilattici. La nettezza urbana poi, di turno il giovedì - reclama Tori - pulisce solo una parte della via. Arriva al numero civico 19. Il resto non rientra nei piani d'igiene». L'allarme è di quelli che scottano e il malcontento sfocia in preoccupazione. «Vorrei sapere quanto ancora dobbiamo pazientare - rincara la dose allibito - e quando gli organi di pubblica sicurezza si decideranno ad intervenire per salvaguardare l'incolumità degli abitanti, per restituire decoro, serenità e tranquillità». Ma la risposta del sindaco Simone Millozzi, pur tempestiva e puntuale, non può essere risolutiva. «Comprendo il disagio - dice il primo cittadino - ma l'area non è ancora passata in gestione all'amministrazione». La lottizzazione è privata e finché i lavori non saranno conclusi e i requisiti rispettati, il Comune non potrà far partire il collaudo, prendere provvedimenti e risolvere le difficoltà. «Quando la proprietà avrà terminato - conclude Millozzi - e tutti i parametri tecnici come le fognature, l'illuminazione, il manto stradale saranno registrati, solo allora il luogo sarà sotto la nostra diretta responsabilità». La parola chiave sembra essere pazienza. Agli abitanti non resta che aspettare e sperare che l'effetto domino contro lo squallore e l'incuria si metta in moto.
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