Il Tirreno

Pontedera

Gli scatti del fotografo pontederese saranno presentati domani

I nudi femminili tra la frutta ecco il calendario di Panicucci

Paola Silvi
Una visitatrice ad una mostra fotografica
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Una visitatrice ad una mostra fotografica

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 PONTEDERA. Compagni di viaggio pronti a stare con noi per un anno intero. Stavolta, tocca ai corpi femminili e alla frutta. Un matrimonio dal sapore esotico che non delude i fan del nudo ad alto contenuto erotico e artistico.  I dodici mesi targati Maurizio Panicucci saranno presentati domani allo studio fotografico Astrazioni in via Campania, dalle 10,30, con tanto di open party a ingresso libero. L'opera si chiama "A fior di pelle" e l'accostamento è tra i più classici ma al tempo stesso tra i più arditi della storia dei calendari. Alle immagini dei seni, delle natiche, delle gambe e dei fianchi femminili, sfumati dalla luce nelle tonalità del bianco e nero, si accompagnano verdi kiwi, radicchi rossi, noci e bucce d'arancia. Atmosfere sexy. Giocose, qualche volta. Eccitanti, quasi sempre. Leziose, proprio molto. Discutibili o no, comunque in linea con chi si aspetta dal calendario un richiamo ancestrale all'istinto. Senza ipocrisie, dall'inizio alla fine. Ironie comprese.  «L'obiettivo - dice l'autore - è quello di raccontare i dettagli della donna sulla scia dei grandi autori classici. Al di là del puro materialismo, della bieca mercificazione del corpo, il calendario è un momento di creatività personale, di fantasia al potere».  Maurizio Panicucci, pontederese doc, è il titolare di Astrazioni fotografia, che lavora nel mondo della comunicazione, «e associa - spiega - la parola, il testo e i concetti alle immagini, ai flash che ritraggono la quotidianità o la particolarità, in base ai gusti dei clienti. Il calendario invece non risponde a specifiche richieste commerciali ma ci permette di esprimere liberamente la nostra creatività».  Ogni anno, ormai da 11 anni, Panicucci si diletta nella realizzazione di calendari. «Ne abbiamo dedicato uno alle filastrocche e ai giocattoli dei bambini. In un altro - continua - ci siamo ispirati alle scenografie del film Arancia Meccanica. Un altro ancora ero uno spiccato omaggio all'antichità. In fondo gli scatti che ritraggono uomini e donne nudi richiamano gli ideali della classicità greca, le interpretazioni della perfezione e della plasticità delle forme corporee di scultori come Fidia».  E così i mesi diventano sogni surreali, colorati, persino un po' infantili. Il calendario non è più un calendario e le immagini prevalgono sulla scansione del tempo, dando all'oggetto una sua vita autonoma indipendente dall'uso originario.

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