Il Tirreno

Pontedera

Arrivano gli avvisi del Consorzio

Bonifica, il Comitato «Non pagate la tassa»

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 VOLTERRA. «Non pagate». È il consiglio del comitato No consorzi di bonifica, in relazione ai bollettini relativi alla tassa per il 2010 che sono in arrivo in questi giorni. E precisa: «Si tratta di avvisi bonari, dunque non c'è assolutamente l'obbligo di fare il pagamento».  Il comitato della Alta e Bassa Valdicecina, insieme ad altri comitati della Toscana, ha costituito un comitato regionale denominato Comitato regionale contro la tassa di bonifica, con lo scopo di rendere ancora più efficace l'azione di sostegno in favore dei ricorrenti e l'iniziativa per ridisegnare il profilo della tassa, tenendo conto dei criteri di equità e di aderenza tra contributo e beneficio effettivamente prodotto.  «Grazie alla nostra azione e alla determinazione delle migliaia di utenti che hanno detto di no al pagamento della tassa sulla bonifica abbiamo ottenuto alcuni risultati significativi - afferma il Comitato -. Tra questi lo stop delle procedure elettorali, con il probabile commissariamento, che servirebbe proprio ad affrontare l'iter legislativo per procedere alla riorganizzazione complessiva dei Consorzi all'interno del Testo unico della difesa del suolo».  La Toscana è suddivisa in comprensori regionali su cui operano 13 consorzi di bonifica, 13 comunità montane e 8 consorzi interregionali. «I Consorzi e le Comunità montane contano 540 dipendenti e nel 2009 gli introiti impositivi hanno portato nelle loro casse 60 milioni di euro di cui circa 25 milioni sono stati impiegati per spese di personale e funzionamento, mentre due terzi sono stati destinati agli interventi sul territorio», spiega il Comitato. Che aggiunge: «Esistono alcune proposte di legge regionale sul riordino dei consorzi di bonifica: tutto il territorio regionale sarà suddiviso in 30 comprensori anziché negli attuali 41, e i consorzi verranno accorpati fino a coincidere con l'ambito provinciale in 7 realtà provinciali su 10, con una drastica riduzione dei costi dei gettoni di presenza e delle indennità».  Il comitato No consorzi di bonifica sottolinea che «avevamo visto giusto nel definire questi organismi dei veri e propri carrozzoni e con le nostre azioni di denuncia, di informazione agli utenti e con i migliaia di ricorsi inviati alle commissioni tributarie». E conclude: «Abbiamo certamente contribuito a far si che la Regione Toscana prendesse questa giusta decisione di andare a una riorganizzazione dei consorzi di bonifica».

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