La campagna per promuovere luso consapevole del vino con testimonial Beppe Fiorello
Rovini firma lo slogan "Wine-fi"
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Larchitetto sanminiatese Mirko Rovini 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Vino e tecnologia sembrano mondi infinitamente distanti ma la creatività di un giovane architetto di San Miniato Basso, Mirko Rovini di 29 anni, è riuscita a fonderli in un efficace slogan, "Wine-fi", che gli è valso la vittoria in un concorso nazionale promosso da Enoteca italiana e Movimento turismo del vino "PerBacco". Lo scopo del concorso, rivolto agli under 30 e che ha avuto come testimonial Beppe Fiorello, è quello di dare nuovo slancio alla comunicazione del vino e promuoverne un uso più consapevole e moderato. Lo slogan di Rovini ha evidentemente colto nel segno. Si tratta di un calco dell'espressione "wi-fi", ovvero "senza fili" come gran parte delle moderne periferiche tecnologiche. «Il calice rappresentato - dice Mirko riferendosi al logo - non vuol essere un semplice calice di vino, color vinaccia e tradizionalmente schematizzato, ma un mezzo di comunicazione, un principio di relazione, un nucleo straripante di energia». Mirko, le cui grandi passioni sono l'arte, l'architettura e la pallavolo, a soli tre anni di distanza dalla laurea vanta già un'attività in proprio e la collaborazione con studi della zona. Il premio, un assegno da mille euro e un fine settimena da trascorrere nelle cantine del Movimento turismo del vino, è stato consegnato a Roma, all'interno della facoltà di economia dell'Università Tor Vergata. «Durante la sua storia millenaria - afferma Rovini - il vino ha esercitato sulla cultura degli uomini un'influenza rilevante e sotto molteplici aspetti superiore a quella di altri prodotti agroalimentari. Wine-fi vuole onorare questa influenza culturale che, partendo dallo statico concetto del vino, si riversa dinamicamente su tutto il mondo, e lo fa con un linguaggio internazionale (wine) e moderno (-fi)». Mirko ha molte idee anche sulle possibili applicazioni del suo logo, che potrebbe essere impresso su dei sottobicchieri o diventare un «simbolo che contraddistingua le public houses, le enoteche, gli american bar che offrono una connessione internet». V.P.
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