Il Tirreno

Pontedera

Partiamo da La Pievania e La Croce che lanciano la sfida. La prima non vince dal lontano 1996

Viaggio tra le "sette sorelle" che si contendono il Palio

Lorenzo Giusti

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 BUTI. Oggi iniziamo il viaggio tra le "sette sorelle" che domenica si contenderanno l'ambito cencio. Partiamo da due contrade della "I batteria": La Pievania e La Croce.  I contradaioli biancocelesti guidati dal fedelissimo Cristiano Casini hanno affidato le loro sorti al fantino esordiente Chessa e a un cavallo con i quali possono giocarsela fino all'ultimo.  Il Capitano nella cena di presentazione di venerdì scorso ha risposto con sarcasmo a Paolo Ciampi, il quale aveva definito "neutrale" la contrada biancoceleste, ovvero che "non conta niente".  La riposta al capocontrada della piccola, ma vincente San Nicolao è stata altrettanto dura: «vi abbiamo fatto sfogare, adesso è ora di ristabilire le gerarchie...» ha detto Casini. Infatti la Pievania, seppur nella sua grandezza, non vince ormai dal 1996. I ragazzi della contrada tuttavia non hanno mai perso la passione per i propri colori, anzi, oltre la spettacolare disposizione delle bandierine nelle piazze principali del paese, compare uno striscione proprio davanti la Pieve con la scritta "Neutralizziamoli". Le altre contrade, che mercoledì sera saranno ospitate al rinfresco di contrada, sono avvertite.  Lasciatasi consensualmente da Mulas, La Croce farà tutto in "casa" con Manolo Filippini e un cavallo di cui, secondo qualcuno "conosce vita e miracoli". Quest'anno non ci sono attenuanti per la contrada guidata da Leonardo Guarcello, la cui capacità di tenere il gruppo unito è riconosciuta da tutti. L'equilibrio della batteria può consentire alla contrada di conquistare almeno la finale e poi provare a battere le strafavorite. Per questo anche la scaramanzia è d'obbligo: sulla "provinciale" la contrada ha pensato bene di non stendere più le solite bandierine che campeggiavano dal 2000 a questa parte, anni in cui la contrada rossonera non è riuscita più a vincere, ma di attaccare le bandiere con aste e staffe ai pali della luce e sui balconi delle case. E' evidente che gli "affamati" contradaioli rossoneri sosterranno la propria contrada con il coltello tra i denti!

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