Il Tirreno

Pontedera

«Mio figlio dimenticato a scuola»

«Mio figlio dimenticato a scuola»

Un genitore: «L'ho atteso invano alla fermata del bus»

2 MINUTI DI LETTURA





 CASCINA. «Si sono dimenticati mio figlio a scuola». Nico Lugli non intende far passare nel silenzio quello che è successo al suo bambino di 8 anni, ieri, alla fine di una mattina di lezioni.  «Da quanto mi è stato spiegato quando è suonata la campanella - dice il genitore - mio figlio era in classe e stava prendendo nota dei compiti da fare a casa. L'autista dello scuolabus ha la sua tabella di marcia da rispettare e così il bus è partito senza mio figlio». Nel frattempo il padre era ad attendere il piccolo studente alla fermata dello scuolabus vicino a casa. Quando non ha visto il bambino ha chiesto spiegazioni. Ha così capito che il figlio era rimasto a scuola dove in effetti lo ha poi ritrovato quando ha raggiunto le elementari "Cipolli".  «Non sono d'accordo con questo modo di fare - dice il genitore - il servizio di scuolabus deve essere assicurato. L'autista non può andare via senza far salire tutti i bambini che tornano a casa con lo scuolabus. Al tempo stesso credo che il personale della scuola debba assicurarsi che i bambini salgano sullo scuolabus. Non è stato così, questo è chiaro. E quando ho provato a lamentarmi mi è stato risposto che c'è stata una dimenticanza. Mi chiedo: ci si può dimenticare di un bambino di 8 anni?».  Il genitore intende presentare un esposto e si è rivolto a Giacomo Cappelli, consigliere di Forza Italia, per chiedergli di seguire la vicenda.  «Quando ho iscritto mio figlio a scuola non sapevo che la sorveglianza dei bambini era affidata a volontarie. Invece ora lo so. Del resto ho trovato mio figlio a scuola con persone estranee, mi hanno spiegato che sono volontarie di un'associazione, ma anche su questo vorrei vederci chiaro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa