Sicurezza
«La crisi? La contiamo dagli insoluti»
Emilio Chiorazzo
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San Miniato promuoverà i propri tesori in Russia con una delegazione che sarà ospite a San Pietroburgo a metà di quest’anno A destra una veduta della cittàI cittadini in difficoltà non pagano le bollette: oltre 1,3 milioni da incassare
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SAN MINIATO. Il termometro della situazione è la mattinata del sabato, quando riceve i suoi concittadini. E' nel suo studio che Vittorio Gabbanini, sindaco di San Miniato, percepisce gli umori della città che amministra, ne raccoglie le storie, ne avverte i problemi e i disagi. «Era il giorno più bello della settimana - racconta - Quando ho iniziato a fare il sindaco pensavo al sabato come un momento di piacere: il contatto con i concittadini, avere la possibilità di raccogliere le loro istanze, mettermi a loro disposizione. Ma in tutti questi mesi la cosa è cambiata». Colpa della crisi economica che attanaglia anche una realtà produttiva avanzata e con tante eccellenze, come San Miniato e l'area del Cuoio. " Adesso - racconta il primo cittadino- vengono solo persone a chiedere un lavoro, a raccontarmi le loro angosce, il fatto che non sanno come tirare avanti, perché non hanno un posto fisso, perché la loro attività è in crisi». Avete risposte da dare? «Come amministratori abbiamo attivato, sempre, i percorsi sociali che siamo in grado di attivare, ma non basta, pur avendo lasciato intatte le risorse a disposizione. Il guaio è che le richieste aumentano: c'è chi ha lo sfratto, chi bussa alle nostre porte per chiedere un aiuto spicciolo, magari anche per la bolletta in scadenza e che no sa come pagare». Situazioni difficili da affrontare? «I primi servizi che la gente decide di non pagare, perché non ha le risorse finanziarie per farle, sono proprio quelli che eroga il Comune: la mensa dei figli a scuola, la retta degli asili, il trasporto scolastico. Sapete a quanto ammonta l'importo di bollette insolute? A quasi un milione e trecentomila euro». Sono i bollettini che il Comune invia alle famiglie, ogni mese, per riscuotere i servizi che eroga: come pensate di incassarli? «Il guaio è che questa situazione è in crescendo aumenta di mese in mese. E siamo nelle condizioni di non poter usare la mano pesante, per il recupero. Metteremmo ancor di più in difficoltà famiglie che vivono, sulla loro pelle, la crisi che stiamo attraversando». Eppure il tessuto sociale e produttivo è attivo. «Sul nostro territorio vantiamo la presenza di imprese all'avanguardia, soprattutto nel settore della pelle. Ma non solo. Aziende che hanno anche saputo affrontare in maniera positiva questo momento. Ma che, però, devono fare i conti con due fattori: i primo è che la pelle che viene prodotta da queste parti è di nicchia, non ha grandi commercializzazione, ma punta soprattutto sulla qualità. L'altra è la sensazione di insicurezza che vivono gli imprenditori e che, in un certo senso, frena le possibilità di ripresa». E poi c'è il turismo. «E il nostro ha anche grandi potenzialità - prosegue Gabbanini - E' trainante. Siamo consapevoli che ci sono dei problemi, ma anche che questa è la strada che dobbiamo percorrere da qui in avanti. Alcuni progetti importanti sono stati realizzati, altri sono nel cassetto. Come, ad esempio, la prossima riqualificazione dell'albergo Miravalle». La gente, però, chiede attenzione alle piccole cose. «Piccole ma importanti, per la gente. Nel contatto che abbiamo, costantemente con i cittadini, durante gli incontri pubblici o anche privatamente, abbiamo capito che a loro sta a cuore più l'aspetto più ridotto dei problemi, quelli che toccano con mano ogni giorno, che non i grandi progetti. Ad esempio le prossime realizzazioni di due fontanelli. Saranno i primi del Comprensorio del Cuoio. Due gli obiettivi: recuperare vecchie opere, come la Fonte del lotti a Molino d'Egola, ma anche far risparmiare un po' di soldi alla gente. Mi dicono che dove sono stati realizzati, questi fontanelli sono molto utilizzati dalla gente». Nella sua agenda, però, ha anche temi più spinosi. Ad esempio quello delle fognature. «Sono vecchie, vanno rifatte Il rischio è che se si rompono, rimarranno chiuse le concerie. E questo territorio non può permetterselo» E i soldi? «Mi sono rivolto alla Regione. E il presidente Rossi ha capito. Quando l'ho chiamato, mi ha assicurato: i soldi, da qualche parte, andranno trovati". Quello delle risorse è il problema dei sindaci. «Credo molto nella filosofia dell'uniti si può fare, se c'è la collaborazione di tutti, diventa più semplice. Lo faremo con alcune sponsorizzazioni, per ridurre costi. Le manutenzioni, ad esempio: chiameremo a raccolta i privati, le associazioni, gli imprenditori. Ci sono giardini, rotonde, porzioni di strade e di opere pubbliche che possono essere adottate. Chi collabora avrà la cura della manutenzione e noi faremo un po' di pubblicità ai nostri operatori». Insieme si può. Vale anche per la banca locale, la Cassa di Risparmio. Per la Fondazione, per le associazioni degli imprenditori conciari. «Grazie al loro apporto siamo in grado di mettere in piedi nel modo migliore iniziative che, altrimenti, non potremmo realizzare».
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