Sicurezza
Calendario choc, parla la presidente dellassociazione Frida
«Non avevamo intenzioni polemiche ma Sgarbi ci ha aggredite»
◗
Il pubblico presente alla Stazione Leopolda a Firenze 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. «C'è ancora una cultura fortemente misogina in questo paese e il calendario di Oliviero Toscani lo dimostra». Parola di Rosalba Taddeini, presidente dell'associazione Frida di Ponte a Egola, l'organizzazione contro la violenza alle donne nata nel 2008. L'associazione si dichiara soddisfatta della sentenza dell'Istituto di autodisciplina pubblicitaria, che ha accolto le osservazioni della commissione Pari opportunità di Firenze e del Ministro Mara Carfagna. «Il calendario della Carfagna è volgare, non il mio», ha replicato Toscani. Non la pensa così la presidente di Frida: «Ne ho parlato anche con diversi uomini e tanti mi hanno detto di essere disgustati da questo calendario, perché preferiscono un'immagine più completa della bellezza femminile. In questo calendario, invece, la donna è stata mercificata, creando un parallelismo tra il sesso femminile e la pelle conciata di un animale morto. È un immagine aggressiva». La presidente Taddeini rifiuta quindi la giustificazione di Toscani di aver restituito al corpo femminile un immagine "pulita", "al naturale". «Dietro questa concezione si celano vecchi stereotipi che tendono ad oggettivare il corpo femminile. Sono gli stessi pregiudizi culturali che portano a giustificare le forme di violenza contro le donne». La presidente condanna quanto avvenuto all'incontro di giovedì alla Stazione Leopolda, con il battibecco tra Vittorio Sgarbi e alcune ragazze di Frida, in particolare con Giulia Fioravanti, di San Miniato Basso, tra le principali operatrici dell'associazione. «Non eravamo andate lì per fare chissà quale polemica - dice Taddeini - ma solo per portare la nostra posizione. Invece siamo state aggredite. La speranza è che la sentenza dello Iap possa rappresentare l'inizio di un percorso per avere una legge che tuteli la dignità delle donne. L'Italia è ancora molto arretrata da questo punto di vista». Le operatrici di Frida ricevono anche il sostegno dell'associazione D.i.Re, che riunisce 58 centri anti-violenza in Italia. «Sono tante le forme di violenza sottili ma potenti che dilagano nella società e devastano il pensiero collettivo - scrive la presidente Alessandra Bagnara -. Spesso il corpo femminile viene utilizzato nelle pubblicità in modo offensivo. Ma ritengo che questo sia uno dei casi più eclatanti di cui sono venuta a conoscenza». Giacomo Pelfer ALTRO SERVIZIO A PAG. 12
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
