Finanza
Nessuno si preoccupa dei bambini
Paola Silvi
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Il presidente. Renato CaldonLo sfogo del nonno-presidente: trovare una stanza dove farli giocare è un miraggio
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VOLTERRA. Riuscire a trovare una stanza dove far divertire e giocare i bimbi in pieno inverno o vederli accaldati e con gli occhi scintillanti per l'eccitazione del sali e scendi dell'altalena sembra ormai impossibile a Volterra. Almeno secondo Renato Caldon, presidente dell'associazione Volterra Infanzia. «Nel nostro territorio - dice - i bambini da 0 a 3 anni vengono trascurati. Non trovano posto nei nidi e non hanno una sede riparata dove incontrarsi, passare qualche ora, socializzare». L'idea di Renato, nonno a tempo pieno di due frugoletti di 18 mesi e 3 anni, è quella di creare una sorta di ludoteca, magari gestita dai genitori, per offrire un'opportunità a tutti quei piccoli che vorrebbero fare amicizia anche quando piove o è troppo freddo per uscire. Ma dopo varie ricerche, appelli, passaparola e richieste dirette, ancora nessuna stanza si profila all'orizzonte. «Ho bussato alle porte del Comune - spiega Renato - a quelle delle parrocchie. Ho proposto di dividere gli spazi con altri enti no profit ma non c'è stato niente da fare. Nessuno ci ascolta. E questo è l'ennesimo stop che riceviamo». Il signor Caldon che per muoversi meglio nel tessuto cittadino ha fondato anche un'associazione, non si rassegna. E' deciso. Vuole cercare di creare degli spazi per i frugoletti volterrani. I piccoli sono al centro dei suoi pensieri e del suo cuore di nonno. «Volevo installare un'altalena con le coperture apposite per i piccoli ma ho rischiato l'arresto. Volevo organizzare un pomeriggio in piazza per raccontare ai bimbi i vecchi giochi di una volta ma non ho incontrato alcun aiuto o appoggio da parte di altre istituzioni. Ho segnalato l'incuria e il degrado in cui versano i giochi pubblici ma lo stato di manutenzione è rimasto identico». E' un fiume di parole Renato. Tra il rammarico e la rabbia, la sua dedizione all'infanzia è comunque totale. «Ho cercato un appuntamento anche con la Fondazione Cassa risparmio Volterra - aggiunge, minuzioso nei dettagli - ma mi hanno spiegato che avevano già contribuito alla causa con 12.500 euro, ad oggi rimasti inutilizzati per assenza di progetti ad hoc presentati». E rincara la dose: «Ma quando siamo noi a proporre interventi di recupero di aree abbandonate, cercando la collaborazione di istituti scolastici, non abbiamo riscontri. Dov'è finita la sensibilità? Servono piani scritti nero su bianco oppure basterebbe semplicemente un po' di buon senso». Renato non si dà pace. Le storie si moltiplicano e la voce genera scintille di indignazione. «Nel settore del sociale non ci dovrebbero essere differenze. Sullo scacchiere dell'associazionismo - conclude, lanciando l'ultima freccia dall'arco della sua delusione - sarebbe auspicabile ci fossero le stesse opportunità per tutti. Invece qua da noi non è così», conclude nonno Renato.
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