Il Tirreno

Pontedera

Ferraro (Pdl) fa i conti in tasca al Comune di San Miniato sull’appalto per la mensa

Scuola, il servizio costa più del pasto 100mila euro per lo sporzionamento

Giacomo Pelfer
Studenti a mensa; a destra il capogruppo del Pdl di San Miniato Roberto Ferraro
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Studenti a mensa; a destra il capogruppo del Pdl di San Miniato Roberto Ferraro

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 SAN MINIATO. Conti alla mano il servizio costa più di quel che si mangia. Succede, al ristorante ma anche nelle mense scolastiche. A farlo notare è Roberto Ferraro, capogruppo Pdl al consiglio comunale di San Miniato, spulciando il bilancio comunale di previsione 2011. Tra i contratti ci sono 100mila euro per il solo sporzionamento dei cibi nelle scuole.  «E probabilmente non saranno neppure sufficienti - dice Ferraro - Siamo di fronte a una situazione ridicola che rende l'idea della condizione in cui si trova la scuola italiana, mortificata da decenni di politica insensata. Per chi non lo sapesse, il cosiddetto sporzionamento consiste semplicemente nell'attività di servire a tavola i cibi degli alunni. Tale compito, un tempo svolto egregiamente dai bidelli, fu a essi sottratto nel 1999 nel momento in cui il personale Ata, fino ad allora dipendente dagli enti locali, passò alle dipendenze dello Stato. In base alle mansioni contrattualmente previste lo sporzionamento non fu più di loro competenza. E oggi i comuni sono costretti a pagare società private».  Una situazione che diventa assurda, fa notare Ferraro, considerando che la previsione di spesa per l'acquisto dei generi alimentari è di 78mila euro. «In pratica, la somma che il Comune spende per retribuire personale addetto a servire a tavola i bambini è superiore ai costi per l'acquisto dei cibi che saranno cucinati».  «Occorre sottolineare - aggiunge - che questa costosa esternalizzazione non è da attribuire al solito governo Berlusconi. La statalizzazione del personale Ata è conseguente alla legge 124 del 1999 (governo D'Alema), seguita da un successivo protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali, nel quale si stabiliva che il servizio di "scodellamento e distribuzione dei pasti" era di competenza degli enti locali e non più dei bidelli».  Ad oggi, nelle scuole di San Miniato, il servizio è affidato attraverso gara d'appalto alla cooperativa Nuova Idealcoop di Pomarance, specializzata anche in pulizie e antincendio. Tuttavia, ai bidelli viene comunque offerta la possibilità di scegliere liberamente se prestare servizio o meno nelle mense scolastiche, con un premio mensile in busta paga di 180 euro lorde. In questo momento però, fanno sapere dal Comune, i bidelli che hanno dato disponibilità non sono più di 4 o 5. «Forse è colpa anche dei tagli al personale Ata e al conseguente aumento dei carichi di lavoro - afferma l'assessore alla scuola Chiara Rossi - Inoltre, nel momento in cui tale personale passò allo Stato, ne conseguì inizialmente un trasferimento di risorse statali proprio per compensare le funzioni rimaste in capo ai Comuni. Risorse poi scomparse con i progressivi tagli ai trasferimenti».  Il servizio di refezione scolastica a San Miniato serve 7 scuole d'infanzia e 9 scuole primarie, per un totale di 1.715 alunni, senza contare i nidi d'infanzia. Ogni giorno, presso il centro cottura di Ponte a Egola, vengono preparati tra i 1.300 e i 1.400 pasti. «Si tenga conto - aggiunge Rossi - che nelle scuole d'infanzia e nelle classi di scuola primaria a tempo pieno i bambini rimangono a pranzo ogni giorno, mentre nelle altre classi si è cercato di organizzare i rientri pomeridiani in modo da favorire l'organizzazione sia del centro cottura che del servizio di sporzionamento».

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