La manifestazione
La Rotta. Cè attenzione verso le nuove lottizzazioni e per il recupero dei laghi del Botteghino, verso Casteldelbosco
Quei pericoli in via Zara e via Capecchi
Paola Silvi
Troppo traffico: in una c'è la scuola, nell'altra il doppio senso è... inopportuno
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PONTEDERA. Dalla viabilità alla lotta al parcheggio selvaggio. Dall'ampliamento del cimitero al completamento del parco fluviale. Dubbi e aspettative degli abitanti de La Rotta. Una frazione stretta tra l'Arno e la Superstrada, divisa dalla Tosco Romagnola, ma con tanto da offrire e con molto su cui puntare. Se il lavoro duro, fatto di enormi sacrifici che ha caratterizzato i primi abitanti del quartiere, gli instancabili mattonai alle prese con fango, argilla e laterizi è solo un ricordo, oggi, tra mestieri più o meno moderni e un angolo di città che sta cambiando pelle, altri sono i problemi, le piccole noie da risolvere e le speranze da coltivare. Marco Salvodori, presidente della consulta ripercorre i flash quotidiani dei suoi concittadini. Accoglie le idee e le opinioni girovagando di circolo in circolo, fissando le riunioni a turno, a La Rotta, a Pietroconti, al Botteghino. «Per essere certo di abbracciare tutte le istanze», spiega. «Se avremo una sede fissa per la consulta, con molta probabilità un'aula all'ex scuola del Botteghino, non perderemo l'abitudine di zigzagare e di farci conoscere». E la gente chiede una sorveglianza maggiore su almeno un paio di vie nevralgiche. «Di fatto sono già stati installati 3 autovelox lungo la Tosco Romagnola - entra nel merito Salvadori - ed esistono dissuasori di velocità sparsi nelle strade molto frequentate ma rimangono delle criticità. Penso a via Zara e a via Capecchi. La prima, estremamente transitata perché ospita la scuola elementare. La seconda legata ad un doppio senso di marcia che la rende pericolosa e troppo trafficata». Un altro nodo da sciogliere riguarda il cimitero. «Sia i vialini di accesso sia quelli intorno alla cappella avrebbero bisogno di una riqualificazione. L'amministrazione ha previsto un aumento di spazio e di superficie che dovrebbe partire a breve ma speriamo che provveda anche a sistemare l'ambiente adiacente». Ma le aspettative dei residenti della frazione si concentrano anche sulle lottizzazioni future e sul recupero dei laghetti in località Botteghino, nell'area verso Casteldelbosco. «Potrebbe nascere un grande polmone verde - dice il presidente - che collegandosi alla zona degli ex laghi Braccini immergerebbe La Rotta in una sorta di isola ecologica naturale. Se poi le lottizzazioni, quelle nel centro del paese e nella zona San Rimedio, partissero ne beneficerebbe anche la viabilità. Con le opportune modifiche, variazioni di passaggio e l'innesto di vie di ampio respiro che invece di tagliare la frazione potrebbero trasformarsi nel suo perimetro». A La Rotta si guarda poi alla sicurezza dei propri abitanti. «Non che si riscontrino atti vandalici - si affretta ad aggiungere Salvadori - ma meglio prevenire... Abbiamo in programma un incontro con le forze dell'ordine: chiederemo di aumentare i controlli e la presenza fisica». L'attenzione è per ogni singolo residente. Dall'anziano alle donne sole, magari vittime di violenza. «Lo spirito di disponibilità dei rottigiani - insiste il presidente - è il nostro fiore all'occhiello». A volte basta un passa parola, un semplice tam tam e l'inaugurazione della casa famiglia dietro alla Chiesa diventa una festa. O il centro diurno in piazza: punto di ritrovo di cui non si può più fare a meno.
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