Sicurezza
Niente gas, nel condominio si gela
Nilo Di Modica
La protesta: «Apes ha tolto la vecchia caldaia e ritarda l'allaccio al metano»
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MONTECALVOLI. L'inverno? Dentro casa. È così che sei famiglie della frazione santamariammontese stanno vivendo i mesi più freddi dell'anno, barcamenandosi fra stufette elettriche o a gas. Tutti residenti nel blocco di case popolari di via Campofranco, di fronte al circolo Arcipicchia, sono in attesa dell'allacciamento del gas da diversi mesi. Una promessa fatta in primavera dall'Apes, ente che gestisce le case popolari, ma che ad inverno inoltrato ancora tarda a materializzarsi. L'edificio era riscaldato fino all'anno scorso da una vecchia caldaia a gasolio. «Non funzionava mai quella vecchia caldaia a gasolio», racconta Franco Puccini, parente di una dei residenti che ha preso in mano la vertenza nella speranza di portarla a soluzione in tempi brevi. Che aggiunge: «Era un continuo chiamare il tecnico per farla aggiustare. Alla fine, dato il disagio continuo ci mettemmo d'accordo con Comune e Apes per trovare una soluzione e fare l'allacciamento al metano». Fra i residenti, quasi tutti in età avanzata, vi sono anche persone con disabilità. «Non si può vivere così - afferma Pieralda Mangini, residente al piano terra dell'immobile di via Campofranco -. In quest'edificio siamo tutte persone anziane e nelle scorse settimane è stata davvero dura tirare avanti col freddo che è venuto». In passato la signora aveva richiamato l'attenzione anche per gravi problemi di infiltrazioni dal tetto. «L'anno scorso avevo tutto il muro ammuffito, con i calcinacci che cadevano a pezzi - racconta Mangini -. Dopo mesi di rimpalli, fra ente responsabile e Comune, vennero a rimettere in ordine. Adesso siamo punto e a capo con il riscaldamento». Una situazione di disagio a cui ognuno fa fronte come può, spesso ricorrendo a mezzi non certo ottimali sul fronte della sicurezza. «Ho già cambiato tre stufe, vogliono farci morire di freddo - si sfoga Iolanda Barbieri, del primo piano -. Siamo sempre a trafficare con le bombole del gas e io non mi fido. Ho già cambiato tre stufette e quelle elettriche non bastano a scaldare le stanze, oltre a consumare uno sproposito di elettricità». C'è chi si è fatto ospitare in casa di altri. «Nei giorni peggiori dell'inverno, quelli freddi che vennero due settimane fa, ci siamo fatti ospitare da mio figlio - dice Carla Caroti, altra residente -. Siamo tutte persone di una certa età. In casa noi ci passiamo tutto il giorno, non è possibile vivere così». E c'è chi non sa più a chi rivolgersi, come appunto Franco Puccini, che da alcuni mesi si è fatto portavoce di questo disagio verso le istituzioni. «Paradossalmente la situazione è peggiorata, prima la caldaia funzionava a scatti, anche se sempre più frequenti - racconta -. Adesso invece sono mesi che queste persone si devono arrangiare. L'allacciamento sarebbe un'ottima occasione per farla finita anche con scaldabagni, stufe di fortuna e bombole del gas per il forno e per cucinare. Solo che l'Apes si deve dare una mossa». E dire che l'ente ha avuto sempre un atteggiamento impeccabile. «Sono sempre stati disponibilissimi e infatti, in primavera, trovammo subito un accordo - conclude Puccini -. Poi non si sono più fatti vivi e la cosa comincia a farsi seria».
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