Il Tirreno

Pontedera

Il mondo della scuola in piazza

Studenti durante una protesta
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Studenti durante una protesta

Sciopero per difendere i plessi delle frazioni, il corso in carcere e reintegrare personale

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 VOLTERRA. Reintegro del personale, mantenimento delle scuole nei borghi e di tutti gli indirizzi delle superiori, valorizzazione del liceo artistico, sostegno al corso di geometri in carcere. Sciopera per tanti motivi il mondo della scuola dell'Alta Val di Cecdina. In piazza il 20 gennaio ci sarà il comitato docenti, gli studenti, i genitori, il personale. A manifestare anche i rappresentanti dell'istituto comprensivo di Montescudaio. «Tutta una zona - dicono gli organizzatori - interviene per salvaguardare la scuola pubblica di un territorio, per il diritto all'istruzione e alla cultura. Sciopero da una parte, quindi. E protesta in Piazza dei Priori dall'altra, con un corteo che partirà dal cuore del Colle alle 9.30 e si svilupperà nel centro della città (l'intera manifestazione viene proclamata dai sindacati Cgil, Cobas, Gilda e Snals). Tra i motivi, il reintegro del personale Ata all'anno scolastico 2008/09. «Questo è un aspetto che, oltre alla tutela degli organici, si lega al fatto che il taglio di personale Ata può causare la chiusura di punti di erogazione, per l'impossibilità di mantenimento di sezioni staccate prive di personale per l'apertura, la chiusura e la sorveglianza», spiegano. E ancora si sostiene il mantenimento di tutte le sezioni staccate della Valdicecina, zona disagiata. «In base ai parametri numerici sono a rischio di chiusura le materne e le primarie di Villamagna, Saline, Ponteginori, Montecerboli, Serrazzano, Monteverdi M.mo, Castelnuovo V.C., Montecatini V.C. e le secondarie di primo grado di Saline, Montecatini V.C., Castelnuovo V.C., Larderello, Monteverdi», continuano. In pratica sarebbero sicure solo le due sedi centrali di Volterra e Pomarance. «Ciò porterebbe ad un disagio enorme dei bambini e dei ragazzi, costretti a percorrere anche 40 chilometri al giorno per raggiungere la propria scuola, compresi i bambini di tre anni, oltre ad aggravare le difficoltà degli enti locali per organizzare mezzi di trasporto per gli studenti». A rischio, con la riforma Gelmini, anche il mantenimento di tutti gli indirizzi di scuola superiore, con variazioni di numero da un anno all'altro, per cui nessuno di questi indirizzi si può ritenere al sicuro e molti sono stati sottodimensionati negli ultimi 5 anni. Altra patata bollente è la scuola carceraria, nella struttura attuale: il corso geometri, sezione staccata del "Niccolini" esiste da 15 anni e ha prodotto risultati positivi sia didattici che riabilitativi. «Il passaggio al Cpia porterebbe ad un percorso scolastico abbreviato e ad una drastica riduzione del personale docente», aggiungono. Sotto la lente anche la valorizzazione del liceo artistico. «Riteniamo possibile trovare un accordo comune. Ognuno è libero di aderire o meno, ma nemmeno deve nascondere il rifiuto a esserci sotto alibi d'inutilità ed inopportunità dello sciopero e della manifestazione». (francesca suggi)

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