Sicurezza
Frequenti ormai i faccia a faccia con il predatore. La Comunità Montana: difficile quantificarli
Gli studenti avvistano i lupi
Vinicio Bibbiani
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RE DELLA FORESTA Alcuni esemplari di lupo I ragazzi erano sul bus diretti alle scuole medie di Larderello
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POMARANCE. Imponenti. Maestosi. In fila: sono in tre, uno dopo l'altro attraversano la strada provinciale 329 sulla tratta Monteverdi Larderello, e si infilano nel bosco. In un attimo tutti gli studenti a bordo del bus si appiccicano ai finestrini: «Incredibile sono lupi». L'esclamazione dei ragazzi diretti alle scuole medie è generale. L'avvistamento fa scalpore. E' uno dei tanti. Dai campi vicini al podere Sant'Apollinare a Micciano, per arrivare lungo il fiume Cecina, e ancora in quel di Miemo: il re delle foreste dell'Alta Val di Cecina si fa notare spesso. L'ultimo faccia a faccia risale alla scorsa settimana: un esemplare di lupo attraversa la strada nei pressi del primo casottino della Provincia sulla strada che da Bulera porta a Montecastelli. Così come diversi sono gli avvistamenti effettuati a più riprese nel Poggio di Granchio a Montecastelli Pisano. Per ogni lupo "avvistato" si accende la chiacchiera in paese. La notizia fa scalpore, anche se i cittadini della zona sono sempre più abituati al fenomeno in espansione nelle riserve naturali di Berignone, Monterufoli-Caselli e Decimo, dove abbonda il cinghiale, il muflone ed il capriolo: qui il lupo ha trovato il suo habitat naturale prolificando. La Comunità Montana (che comprende di Volterra, Pomarance, Montecatini, Castelnuovo e Monteverdi), non nega questa presenza, anche se, come dicono gli uffici, è difficile quantificarli: «Si presumono 3-4 nuclei, con presenza massima che ognuno non supera le dita di una mano». Il lupo, tempo addietro era stato visto anche verso Miemo di Montecatini. Un automobilista vide un lupo attraversare la strada anche sopra il ponte Sul Cecina nella strada che porta a Monteguidi. La settimana scorsa il lupo è stati visto attraversare la strada nei pressi del Iº "casottino" della provincia sulla strada che da Bulera porta a Montecastelli. Qualcuno ricorda un fatto accaduto anni addietro, quando un grosso esemplare, dopo essere stato ucciso, venne legato al "Crocino" che si trova sulla SR 439 Bivio Bulera. I lupi sono la disperazione dei pastori della zona, per i soventi attacchi al proprio bestiame, con perdite ingenti perchè oltre alle pecore morte c'è da mettere in conto la mancata produzione di latte per lo spavento, così come gli aborti, oltre alle spese per l'incenerimento, comprese quelle per il trasporto delle carcasse. Fortuna che, ultimamente questi episodi sembrano essere diminuiti. Qualcuno sussurra che ci sarebbero meno denunce per il fatto che le spese che l'allevatore incontra per lo smaltimento delle carcasse, rimangiano quasi tutto l'indennizzo riconosciuto dalla Regione. Così, se gli animali uccisi sono pochi, viene evitato anche di fare la denuncia.
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