La manifestazione
Lassessore: «È inutile dividersi tra favorevoli e contrari alle fotografie di Toscani»
Calendario choc, Giunti abbassa i toni
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Giuditta Giunti 2 MINUTI DI LETTURA
PONTE E EGOLA. Conto alla rovescia per la presentazione del discusso calendario con il pube nudo di 12 donne, foto di Oliviero Toscani per il Consorzio vera pelle italiana conciata al vegetale. Appuntamento oggi alla Stazione Leopolda di Firenze alle 18, con ingresso libero e degustazione gastronomica finale. Sulla spinosa questione, Giuditta Giunti, assessore al lavoro, alla comunicazione e alle pari opportunità di San Miniato, fa alcune considerazioni. «Esprimo la mia vicinanza e solidarietà al Consorzio e alle imprese del territorio, che in una fase critica come questa hanno bisogno di essere ascoltate e sostenute, perché rappresentano un pezzo fondamentale del nostro tessuto sociale, sono la nostra storia e la nostra tradizione. E proprio per questo mettiamo a disposizione tutte le risorse che abbiamo per stare a fianco di questa realtà, della quale, ripeto, l'amministrazione comunale può dirsi veramente fiera». Poi continua: «D'altro canto sono dispiaciuta che ancora una volta siano le donne il campo di battaglia, corpi di donne svuotati di ogni essenza e naturalezza appunto, vagine rese oggetto e mercificate, derise, umiliate». E aggiunge: «Vorrei spostare l'asse della discussione, tra chi è contro o a favore del calendario, vorrei che questo episodio fosse l'occasione per aprire un dialogo tra le associazioni che da anni sono impegnate sui temi delle donne, contro le discriminazioni di genere, e la società tutta, e si comprendessero le ragioni di certe severe posizioni prese nei confronti del calendario. Vorrei che il tutto non si riducesse a sterile polemica». Quindi conclude: «La discussione non può essere ridotta a che cosa sia arte o meno ma deve essere incentrata su un modello culturale che considera le donne in una posizione di subalternità all'uomo e che purtroppo è all'origine di fenomeni gravi e dalle molteplici sfaccettature». Le considerazioni sono condivise anche da Diana Lacanà, presidente della commissione pari opportunità del Comune. L.G.
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