La manifestazione
Se non è per tutti, addio contributi
Emilio Chiorazzo
Tolti i soldi ai progetti di valenza comunale: così quadra il bilancio
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PONTEDERA. Il taglio delle risorse c'è. E si vede. È profondo. Anche se, con l'approvazione del bilancio, la Società della Salute, grazie ai Comuni, cerca di non farlo apparire. Ma mancano, rispetto al 2010, oltre un milione e trecentomila euro. Settecentomila sono quelli a cui dovrà rinunciare l'Unione, per servizi che gestisce direttamente; il resto, invece, riguarda i servizi che gestisce l'Asl. Far quadrare i conti con questa premessa non è stato facile. I sindaci lo avevano detto da tempo. Lo avevano fatto capire anche con azioni plateali. Ma, soprattutto, avevano cercato di individuare dove mettere le mani, in seguito a una discussione continua col territorio, con la gente. Fino ad arrivare, l'altra sera, a una unanimità di intenti. Tutti d'accordo, nell'approvare il bilancio, i tagli e la riorganizzazione dei servizi. Anche coloro che, durante questi mesi di discussione avevano avanzato perplessità. I tagli. I primi a subire l'effetto della mannaia - che, sottolinea il presidente della Sds, Simone Millozzi (nella foto), è originato dal governo centrale - sono i progetti che non hanno valenza zonale. Vale a dire i progetti che interessano solo alcuni Comuni. E non tutti. Perderanno i contributi. Vivranno solo se il Comune di competenza se ne farà carico, coi finanziamenti. Un bel colpo di spugna, dunque, rischiano i progetti "La casa ai giardini", il corso di fumetto a Ponsacco; "Diritti e rovesci per crescere", l'attività di doposcuola a Crespina, il laboratorio di biblioteca (e non solo) a Terricciola. E, ancora: "insieme nella bella età", per gli anziani di Pontedera; la piccola sartoria e la fabbrica delle bamboole di Calcinaia; i corsi di pittura, ceramica, inglese e informatica a Ponsacco, altri corsi simili a Casciana Terme e a Buti. Le riduzioni. C'è poi un taglio tecnico, del dieci-dodici per cento. È stato applicato su tutti gli altri servizi. O quasi. «Che - spiegano, quasi in coro, Millozzi e la direttrice della Sds Valdera, Patrizia Salvadori - si terranno in vita con minori risorse. O con un orario inferiore a quello attuale o addiritturautilizzando minor personale». Insomma, la parola d'ordine, «per non perdere il grado di qualità che è stato acquisito con gli anni dai nostri servizi - dice Millozzi - è la riorganizzazione. E l'impegno personale dei Comuni che ancora una volta dimostrano grande responsabilità». Cresce la quota capitale. Un impegno concreto, quello che i quindici Comuni della Valdera, hanno dato. Come? Aumentando la quota che ogni amministrazione versa, per ognuno dei propri abitanti, alla Società della salute: si passa dai 34 euro attuali ai 36 euro, per abitante, nel 2011. In tutto quasi 240mila euro. «Il messaggio che lanciamo - spiega Simone Millozzi - è che non vogliamo tornare indietro, nella qualità dei traguardi raggiunti». Più assistenza sociale. Un altro atto importante in risposta ai tagli, arriva per l'assistenza. L'assessore al sociale Matteo Franconi, lo svela con un pizzico di orgoglio. «Da febbraio avremo la reperibilità del servizio di assistenza sociale. Ogni giorno, 24 ore su 24 - spiega - e non come ora che nei festivi e nel fine settimana non c'è. O funziona solo in alcune fasce orarie. E grazie alla sinergia fra tre progetti, saremo in grado di mantenere anche gli sportelli per gli immigrati».
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