Il Tirreno

Pontedera

Da più di un mese senza posta

Francesca Suggi
Un portalettere al lavoro per la consegna della posta
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Un portalettere al lavoro per la consegna della posta

Lorenzana, il sindaco: dissuaderò la gente dall'utilizzo dei servizi bancari

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 LORENZANA. Migliaia di lettere accatastate. Sono ficcate dentro una trentina di cassette gialle: nel mezzo ci sono giornali, bollette, opuscoli, avvisi, fatture, richieste di visite mediche. E' un marasma di carta e plastica. Corrispondenza varia che da oltre un mese non arriva ai cittadini dei Comuni di Fauglia, Orciano e Lorenzana. E' in quest'ultimo borgo che arriva tutta la posta e da qui viene, poi smistata per giungere - postini permettendo - agli altri due paesi vicini.  Eppure niente si muove. L'unico moto è quella rabbia che sgorga dalle parole dei rispettivi sindaci. «Già da alcune settimane avevo la percezione del disservizio, poi decine e decine di telefonate mi hanno confermato i disagi», esordisce il primo cittadino di Lorenzana Gianluca Catarzi. Va lui, di primo mattino, a toccare con mano la situazione. Soprattutto va a ritirare alcune lettere mai arrivate a Palazzo, neppure al suo ufficio, nè a casa. Portano la data dei primi di dicembre.  «Ho visto una trentina di cassette gialle zeppe di cose da smistare. Ieri c'era anche il responsabile dell'ufficio postale di Ponsacco che mi ha confermato di avere problemi di carenza di personale, addirittura si è messo lui a smistare qualcosa».  Il disservizio è gigante. La gente da giorni lamenta la mancata ricevuta di bollette. Fioccano casi di persone chiamate per visite mediche a cui non sono mai andate. Gli esempi si moltiplicano e generano scintille.  «Considerato quel che ho visto e quel che ho sentito dalle parole del responsabile, sono pronto ad dissuadere la popolazione di Lorenzana dall'utilizzare i servizi bancari di Poste Italiane, in modo che il poco personale a disposizione si possa concentrare sulla consegna della corrispondenza, bisogno primario per i cittadini». E' deciso Catarzi.  «Se a breve la musica non cambierà, scriverò una lettera a tutti, la consegnerò a mano per avere la certezza che arrivi alla gente».  Ci scherza un po' su il sindaco. «Sdrammatizzo - dice - ma il disservizio è veramente ingestibile in questo modo», rincara.  La sua "provocazione" ha un fine preciso. «Se evitano di perdersi con i servizi bancari, gli impiegati hanno meno da fare e possono concentrarsi a smistare la posta per poi arrivare alla consegna», spiega. I "cugini" di Fauglia non viaggiano in acque migliori. Addirittura la zona "rossa" di Valtriano, quella con i maggiori disagi, da un po' di tempo viene servita dai portalettere di Cenaia. «Tante le persone che mi hanno chiamato arrabbiatissime - spara il sindaco Carlo Carli - tanto che da qualche giorno è partita una raccolta di firme che poi consegneranno a me. Ci sono già oltre 400 nomi, poi decideremo come muoverci», fa sapere. E sottolinea che proprio l'altro giorno ha ricevuto per posta il suo contrassegno dell'assicurazione dell'auto con ben un mese di ritardo.

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