Sicurezza
Maleodoranze a Gello, la relazione dei tecnici del Dipartimento ambientale
Cattivi odori, colpa di Geofor
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La lavorazione del compost allinterno della Geofor L'Arpat accusa: impianti vetusti, non adeguati
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PONTEDERA. Arpat punta il dito contro Geofor per le maleodoranze, l'azienda di smaltimento rifiuti replica e manda le accuse al mittente. Botta e risposta tra l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana e la Spa che tratta i rifiuti a Gello. «Il Dipartimento Arpat di Pisa - scrive l'agenzia ambientale in una nota- è stato investito da numerose richieste di accertamenti sulle attività di gestione dei rifiuti presso la discarica per rifiuti speciali Ecofor Service e l'adiacente impianto di compostaggio, a gestione Geofor». Obiettivo: verificare l'origine delle maleodoranze, avvertite e denunciate da più parti, in Valdera. «Arpat ha svolto azioni di vigilanza, da tempo già avviate nella zona e poi ha voluto verificare direttamente, nello specifico, le possibili cause dei fenomeni lamentati dai cittadini, effettuando diversi sopralluoghi nelle aree interessate dalle molestie olfattive», spiega ancora la nota. Intensi odori erano stati rilevati dagli operatori Arpat in occasione di un controllo all'interno della Ecofor Service, nei primi giorni di dicembre. «Fu possibile individuare che la maleodoranza - spiegano i responsabili del Dipartimento - aveva origine nel limitrofo impianto Geofor. In una zona ben circoscritta tra l'impianto di vagliatura dei materiali compostati e l'area di stoccaggio. In questa parte dell'impianto fenomeni analoghi sono stati ricorrenti nel corso degli anni e oggi sono più gravi rispetto al passato a fronte di un'oggettiva vetustà delle strutture che non hanno subito mai dei veri e propri interventi di ammodernamento, nonostante le prescrizioni della Provincia di Pisa». Ad oggi, avverte Arpat, all'indomani della scadenza del periodo concesso alla Geofor per la realizzazione degli interventi, «le previste modifiche non risultano essere state effettuate e, a conferma che gli interventi non saranno realizzati neppure nel prossimo futuro, è di questi giorni la notizia che la società Geofor ha presentato un progetto per la realizzazione di impianti completamente nuovi». All'altezza dell'uscita "Cascina" della Fi-Pi-Li, il classico odore di compost fermentato, in quei giorni, veniva percepito per oltre un chilometro in direzione di Firenze; così anche sul viale che costeggia il canale Scolmatore, fino all'ingresso della discarica Ecofor Service e degli impianti Geofor, «nonostante che gli atomizzatori per la diffusione di prodotti deodorizzanti fossero stati mantenuti in funzione». Questo tipo di odore e molto caratteristico per chi ha dimestichezza con gli impianti di compostaggio, non è stato però l'unico ad essere rilevato dai tecnici Arpat. «Nella strada che costeggia l'impianto Revet - spiega Arpat - la sensazione olfattiva è risultata "composita" e nella zona era possibile distinguere anche il contributo alle maleodoranze dato dai rifiuti industriali in fase di messa a dimora, sul fronte della discarica Ecofor Service, come pure il contributo, anche se minoritario, fornito dai rifiuti urbani temporaneamente stoccati sulla piattaforma di smistamento dell'impianto Geofor».
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