Sicurezza
Carismi, c'è aria di ristrutturazione
Manolo Morandini
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La sede centrale della Cassa di risparmio di San Miniato Una sessantina i prepensionamenti, in ballo altrettante assunzioni
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SAN MINIATO. Una sessantina di addetti collocati in pensione anticipata, quasi il doppio classificati come "esuberi". È l'ordine di grandezza delle questioni sul tavolo del confronto tra la direzione della Cassa di risparmio di San Miniato (Carismi) e le delegazioni sindacali. Numeri da bilanciare con la stabilizzazione degli apprendisti, 20 quelli che da inizio anno sono passati a tempo indeterminato mentre altri 36 sono in attesa di maturare i requisiti di legge. Una fotografia che traduce in "teste" il peso dei costi del personale che, in rapporto a quello sostenuto da istituti bancari concorrenti, risulterebbe eccessivamente oneroso. Ma sui numeri degli addetti coinvolti in questo processo nessuno si sbilancia. «C'è l'obiettivo più volte dichiarato del contenimento dei costi ma la direzione non ha presentato dati di dettaglio», sostengono le rappresentanze sindacali Fabi, Fiba, Fisac e Falcri, impegnate ieri pomeriggio in un vertice con la direzione della Carismi. «Non siamo disponibili a parlare di uscite - affermano le segreterie dei sindacati - È necessario avviare un percorso istituzionale serio e rigoroso per il mantenimento dell'autonomia. Delle altre questioni se ne discuterà alla fine. Non possono essere fatte delle ipoteche su ciò che va fatto». È questo il terreno su cui i sindacati vorrebbero portare non solo i vertici della Carismi ma anche il socio di maggioranza, la Fondazione Carismi, le forze economiche e sociali e la Regione Toscana nella persona del presidente Enrico Rossi. «Servono assicurazioni sul mantenimento dell'autonomia della banca e precise volontà in questo senso. Un progetto di salvaguardia dell'autonomia è fondamentale per l'economia del territorio. In questo senso è giusto coinvolgere il livello politico». Sul nodo del personale l'orientamento è chiaro. «Puntiamo alla stabilizzazione di tutti gli apprendisti che entro l'anno matureranno i requisiti - affermano - E alla fine del percorso crediamo potranno essere trovati gli spazi per un esodo volontario che garantisca soddisfazione a tutti». «C'è stata una chiacchierata di massima ma non c'è ancora nulla di formalmente stabilito - chiarisce la presidente di Carismi Lucia Calvosa -. Si è trattato di un incontro in spirito costruttivo per valutare le strade migliori da percorrere. Alla base ci sono anche termini di confronto con altri istituti di credito ma è ovvio che poi il tutto va calato nella realtà in cui si opera».
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