Il Tirreno

Pontedera

Ritardi dovuti a questioni burocratiche tra gli ospedali

Slitta il funerale del tennista morto mentre giocava con gli amici

Marco De Luca
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Marco De Luca

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 SAN MINIATO. Slittano a domani le esequie funebri di Marco De Luca, 46 anni, morto improvvisamente venerdì sera quando era con gli amici a giocare a tennis a San Pierino di Fucecchio. Il ritardo nel restituire il corpo alla famiglia pare dovuto a questioni burocratiche tra gli ospedali fiorentini, ma i familiari sono riusciti a contattare la direzione sanitaria per sollecitare l'analisi nei reparti di anatomia patologica e la restituzione della salma. Marco lascia la moglie Daniela Curcio e due figli adolescenti che non sanno darsi pace. Anche il fratello Carlo, conosciuto ex consigliere comunale a San Miniato, non sa darsi pace: «Marco continuava a fare sport per passione, non aveva niente che potesse far presagire una disgrazia, è incredibile una morte così inaspettata». Marco aveva allenato l'Etrusca basket, e vi aveva militato anche come cestista.  Gianfranco Rossi, segretario generale della Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, profondamente colpito, ricorda: «Ho allenato Marco nella squadra di minibasket dell'Etrusca San Miniato 35 anni or sono: era il più bravo, vinceva le partite da solo! Che tristezza saperlo morto in così giovane età».  Anche nel sito dell'Etrusca basket c'è la partecipazione al dolore dei familiari. Mentre a San Pierino gli impianti di tennis sono chiusi per lutto dal fine settimana scorso. De Luca aveva lavorato come impiegato alla conceria San Firenze, a Santa Croce, e negli stand a Lineapelle era sempre disponibile e competente. Ora era occupato in un'azienda di Castelfranco.  Alle onoranze funebri provvederà la Misericordia di Fucecchio, la cui automedica e ambulanza è accorsa in pochi minuti, con anche i carabinieri, appena Marco De Luca si è sentito male. «Stavamo giocando - continua a ripetere l'amico Roberto Magi - e di colpo l'ho visto sdraiato a terra. La gara aveva un ritmo amichevole, si fa per tenersi in forma, avevamo iniziato da pochi minuti. Non c'è stato niente da fare, per salvargli la vita». L.G.

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