Sicurezza
Il giro del mondo 4 volte l'anno
Gian Ugo Berti
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Il servizio bus scolastici a Lari Lari, il servizio scuolabus "promosso" dalle famiglie
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LARI. Portare a scuola e riportare a casa coi pulmini ogni giorno 480 ragazzi, in gergo militare è come spostare un intero battaglione: per questo il Comune continua a ricevere consensi di gradimento dalle famiglie, cercando di rispondere alle esigenze di tutti. «Sono scelte dovute, data la conformazione del territorio - spiega Marzio Caroti, assessore alla pubblica istruzione - Il problema è soprattutto disegnare la mappa dei percorsi che ogni volta cambia, prima dell'inizio dell'anno scolastico, con ragazzi che escono dalla scuola dell'obbligo i più giovani che entrano alla materna. Le esigenze sono varie, i tempi ristretti: 400 fermate in complessivo, ciascuna numerata e segnalata con apposito cartello, per caricare e scaricare nel contesto non semplice del traffico veicolare. Il programma viene sottoposto alle famiglie, con le quali esiste un rapporto di cooperazione». Alcune cifre per chiarire la dimensione: sei autisti (di cui uno dipendente comunale), 600 chilometri quotidiani, 145mila all'anno (4 volte il giro del mondo e coda), al servizio della scuola materna, di quelle primarie e secondaria di 1º grado, 600mila euro il bilancio d'uscita in tre anni. Per l'ignaro osservatore, l'immagine a pieno regime è un frenetico su e giù di autobus gialli, colmi di bambini vocianti, stimolati e coinvolti emotivamente, con tanto di cartelle variopinte. A bordo è come trovarsi in un piccolo vespaio. Hanno un bel da fare gli autisti a lanciare appelli alla calma, a richiamare questo o quello, nomi che s'incrociano, battute che si rincorrono. La confusione è maggiore al ritorno, dopo le ore di scuola. Comprensibilmente gli alunni si scatenano. Eppure ogni cosa scivola via alla fine per il verso giusto, come se ci fosse un occhio vigile e controllore. Fermata dopo fermata, una dietro l'altra, con i bimbi in fila ordinati e rispettosi di non interferire con l'organizzazione. Ne va della sicurezza di tutti. Come tanti, disciplinati soldatini. Fuori le immagini dei genitori che attendono. Talvolta invece un grido crea apprensione. Non si vede ancora una delle madri. E allora? Calma: un gesto del braccio e compaiono nella mano dell'autista il cellulare e la lista dei numeri telefonici. L'orologio incalza. Terminato il primo giro (Lavaiano e Perignano, solo per un esempio), per Stefano, paziente e abile conduttore alla pari degli altri colleghi, c'è il secondo alle scuole medie di Lari. Tutto in perfetto programma, perché sa che i minuti di ritardo, per chi attenda, possono essere motivo d'insuperabile ansia. Lari sembra lontana. Ma non c'è frenesia o nervosismo. Alla fine, l'autobus spacca ancora il minuto. In realtà non ci credevamo. Marzio Caroti, che ci accompagna, lo fa notare con soddisfazione.
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